Milano, 15 novembre 2019 -

DOMANDA:

Si è andati avanti per anni a parlare di Pm10, di come arginarne l’espansione anche con le limitazioni al traffico, poi scopriamo che la polvere sottile peggiore è il Pm2.5 che praticamente non è arginabile con filtri normali. E allora che si fa? Gilberto P., Milano

RISPOSTA:

Si parla sempre di Pm10, di polveri sottili in generale, ma tra queste ce n’è una il Pm2.5 che in Italia sarebbe responsabile di 45.600 morti premature sulle 281mila stimate in Europa. L’analisi sugli effetti dei cambiamenti climatici è stata pubblicata dalla rivista Lancet che ha coinvolto nel mondo 35 tra istituzioni e università e 120 ricercatori. Con questi dati, riferiti al 2016, l’Italia è prima in Europa e undicesima nel mondo. Se è vero che il peggioramento della situazione, pur lento, non ha conosciuto soste, si può supporre che il Pm2.5 abbia continuato a incrementare il numero delle morti premature in questi ultimi tre anni. Dalle emissioni di anidride carbonica alla inefficacia dei mezzi per ridurre l’inquinamento questa “polvere sottile” trova facile terreno di espansione, in più è talmente infinitesimale che è in grado di penetrare negli alveoli polmonari e potenzialmente passare nel sangue. Quanto basta per renderla una subdola presenza e fare dell’impegno per cercare di ridurre l’inquinamento e la produzione di anidride carbonica il primo punto da affrontare per la salute. ivano.costa@ilgiorno.net