Trezzano sul Naviglio (Milano), 6 novembre 2017 - Resti di mobilio, masserizie e sacchi di rifiuti inerti coperti dai roghi che, selvaggiamente, mimetizzano il lembo di territorio tra la tangenziale ovest e l’area urbanizzata. Inizia qui, da quella che è stata definita "una bomba ecologica" a pochi metri dalle abitazioni, il viaggio del “ciclista ficcanaso”. Così è stato ribattezzato Antonio Sorrentino, uno sportivo dall’anima green che, insieme ad altri bikers, nel tempo libro pedala per i territori del Parco Sud evidenziando gli abusi e gli scempi ambientali che caratterizzano quella che dovrebbe essere una zona protetta. 

«Altro che terra dei fuochi - spiega Sorrentino - chissà cosa nasconde questa vegetazione nata spontaneamente». A pochi metri di distanza, nel parcheggio dei primi centri commerciali, altre tre montagnette di rifiuti sono state scaricate abusivamente. Ora sono lì, alla mercè di tutti, ad aggiungere degrado ad una zona che, già di per sè, mostra qualche disagio; specialmente nelle ore serali quando il territorio si trasforma in una zona a luci rosse. Lo scenario cambia ma il problema resta qualche chilometro più a sud, nelle zone più periferiche e verdi come la strada provinciale 162 che collega Trezzano con Cusago.

Nel Naviglietto, il canale che costeggia la direttrice e che un tempo era utilizzato per gli spostamenti delle famiglie milanesi che raggiungevano in barca il sud Milano per le loro battute di caccia, è colmo di pneumatici e di sacchi con materiale edile. Dall’altro lato della carreggiata, le piazzole di sosta sono state sepolte da rifiuti. Tra questi anche fusti dal contenuto incerto e forse pericoloso.

«Purtroppo - spiega Sorrentino - sappiamo che ogni intervento ha un costo che ricade poi sulla collettività. Per questo bisogna giocare d’anticipo e puntare sulla prevenzione. Per questo chiedo che venga convocato un tavolo tra i comuni di Cusago, Trezzano e Gaggiano e che si discuta di come fermare questo scempio». «Le discariche sul nostro territorio sono tutte monitorate - spiega l’assessore all’Ambiente Cristina De Filippi - purtroppo prima di rimuovere il materiale abbandonato devono essere effettuate della analisi per scongiurare la presenza di rifiuti pericolosi per l’ambiente. E questo rallenta i tempi di intervento».