Corsico (Milano), 25 settembre 2017 - Un viaggio nel tempo e nel territorio per conoscere il passato che ha permesso a Corsico di crescere e svilupparsi. Un tuffo nella storia per scoprire le abitudini di un tempo, gli aneddoti e le vicende di chi ha vissuto quando le cascine erano ancora aperte e quando le fabbriche davano lavoro richiamando migliaia di persone. E per finire, una fotografia per immortalare le trasformazioni dei vecchi edifici o in alcuni casi la loro decadenza. Tutto questo nell’iniziativa promossa ieri mattina dall’associazione “Noi di Corsico”, che ha organizzato “Quattro passi in città, una passeggiata in Corsico alla scoperta della sua storia”.

Attraverso un percorso iniziato nella Cascina la Guardia di Sopra, il vecchio edificio appartenuto ai casati degli Sforza e dei Visconti ora sede del centro culturale buddista Soka Gakkay (nella foto sotto), si è compiuto il viaggio lungo il Naviglio. Per la seconda tappa, non si è dovuto camminare troppo. Infatti davanti al più prestigioso intervento di recupero architettonico dei tempi moderni, ha sede la “sorella minore”, la Cascina la Guardia di Sotto. Una parte del vecchio e diroccato complesso è stata demolita lo scorso anno per via del degrado. Davanti alla cascina ha sede l’edicola di San Carlo Borromeo. A scavalco del Naviglio, a unire le due porte della città, c’è il ponte pedonale in cemento costruito a metà degli anni ’50 per permettere ai lavoratori dell’Enel e delle altre aziende di raggiungere la vecchia Vigevanese e proseguire verso Milano o le cascine dei paesi limitrofi. Fino a quel momento, l’attraversamento del canale avveniva con una barca a remi. Più avanti, verso Milano, il tour che ha visto come cicerone l’esperto Tarcisio Sanzani dell’associazione “Noi di Corsico”, presieduta da Emilio Garavaglia e da sempre impegnata nella promozione del territorio, è proseguito passando davanti alla vetreria Vidrala, nata come vetreria Bordoni. L’azienda è ancora funzionante e negli ultimi anni è stata protagonista di un progetto di espansione. Più avanti il vecchio lavatoio e l’area Burgo, oggi un quartiere residenziale nato sulle ceneri della vecchia cartiera.

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Proseguendo  lungo l’alzaia, si è passati davanti alla Villa Triste, così nominata per le violenze perpetrate durante l’epoca fascista, per poi fare sosta all’Antica stazione di posta a Cavallo. Oggi un ristorante incastonato in una splendida location, l’Antica posta è sempre stato il luogo di ristoro e riposo dei viandanti che arrivavano da queste parti. Per secoli è stato il punto dove fermarsi per cambiare i cavalli e per riposarsi prima di proseguire il cammino. Passando dal centro, dalla Fontana dell’Incontro e dalla vecchia “La Pianta”, il viaggio che ha visto insieme ai partecipanti anche gli assessori Amos Pennati e Lucia Lucentini, è finito al Bem Viver dove i partecipanti hanno brindato all’iniziativa.