Garbagnate Milanese, 3 ottobre 2017 - Sono stati prelevati sacchi di terra da analizzare alla ricerca di tracce ematiche. E' questo l'esito degli ultimi accertamenti dei carabinieri di Varese e degli esperti del Labanof di Milano, nell'orto di Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese ( Milano) reo confesso dell'omicidio della promoter 58enne di Castellanza (Varese) Marilena Rosa Re, uccisa e decapitata lo scorso 30 luglio.

Nell'orto, da qualche giorno chiuso e sigillato, non sono stati cercati ulteriori resti umani, come confermato oggi dai vertici del Comando Provinciale di Varese. "Non sappiamo da dove siano uscite queste notizie in merito alla ricerca di un altro cadavere nell'orto definito 'degli orrori'- ha commentato l'avvocato Franco Rovetto, che difende Clericò insieme alla collega Danila D'Emilio - i sacchi di terra servono per cercare tracce di sangue, elementi utili a ricostruire la verità di un delitto che ancora non è emersa". "Ad oggi - ha proseguito il legale - non sappiamo ancora se Marilena Re sia stata uccisa nell'orto o in casa a Garbagnate Milanese, e per essere certi che si tratti di lei, e necessario attendere l'esito delle comparazioni del dna». A tal proposito l'avvocato ha aggiunto "domani verranno eseguiti gli accertamenti medici legali sui resti del cranio della vittima".

Dalle indagini è inoltre emerso che Alba De Rosa, 68enne di Garbagnate Milanese ( Milano), indagata per sequestro di persona in concorso con il marito Clericò, nel corso degli ultimi 20 anni aveva chiesto e ricevuto prestiti da altre persone. Nel 2013 è stata oggetto di un provvedimento per il pignoramento della sua metà di proprietà della villetta che divide con il marito a Garbagnate, dopo la mancata restituzione di un prestito da 30 mila euro ad un ex collega di lavoro. La donna poi, stando ai documenti sarebbe riuscita in qualche modo a saldare il debito e nel 2016 il provvedimento risulta cancellato.

Ancor prima, sulle vicende di denaro connesse alla vita dei coniugi è al lavoro la Procura di Busto Arsizio (Varese), De Rosa avrebbe ricevuto altri soldi, usati per costruire casa da un'anziana donna, poi deceduta: «"a signora ha sostenuto di aver avuto in casa ed aver accudito una donna anziana, poi deceduta - ha spiegato l'avvocato di Cleric Franco Rovetto - per capire se la signora sia deceduta o meno per cause naturali, bisognerebbe far riesumare il suo cadavere, a mio avviso allontanandoci dal fine primo, ovvero far luce su quanto accaduto a Marilena Re". L'avvocato ha poi aggiunto "andare ad acquisire matrici di assegni risalenti al 1997 o al 1998, ci porta in mare aperto".