Cassina de' Pecchi (Milano), 10 settembre 2017 - ​«Social house» ma real-baruffe: anche il Pd, con nota ufficiale firmata dal segretario Marco Gusti, si dissocia dall’ospitalità accordata dal Comune al reality di Rai4 con protagonisti i theShow: «Iniziativa, diciamolo, indecorosa». Solidarietà dunque all’assessore Doriana Marangoni, che, alla prima ora, aveva espresso dissenso rispetto all’iniziativa e disertato la conferenza stampa-evento di martedì scorso: il suo dissenso era indirizzato non al programma («senz’altro valido») ma alla coppia di Yoputubers «i cui video veicolano volgarità e sessismo».

Intanto, in via Radioamatori, il lavoro dei social reclusi theShow e dello staff del reality prosegue: per misurare impatto, ascolti e coinvolgimento locale occorrerà qualche giorno. Il reality, girato in un locale abbandonato cassinese, andrà in onda su Rai4 a partire dal 12 novembre, in 6 puntate ed in prima serata. I due protagonistì, dotato solo di telefonini e connessione internet, dovranno riuscire a ristrutturare l’abitazione.

Torniamo alla nota che apre una probabile nuova settimana di polemiche. L’assenza del vicesindaco Pd Marcello Novelli alla conferenza di martedì si era fatta notare. La nota diffusa ieri, però, porta la firma del segretario di sezione Pd Marco Gusti. «Noi, donne e uomini del Partito Democratico di Cassina de’ Pecchi - vi si legge - abbiamo nei nostri valori il rispetto, che deve nascere da una buona educazione ormai data non solo dalle famiglie e dalla scuola, ma anche dai media e dal mondo del web. Abbiamo la convinzione che mai come ora debba essere tutelata la figura femminile, ancora utilizzata spesso in modo poco rispettoso dai media ed offesa da comportamenti e linguaggio volgari e sessisti».

Ed eccoci a bomba. «Ci dissociamo per questo motivo dall’iniziativa attualmente in corso a Cassina affidata a protagonisti di messaggi lontani da corretti atteggiamenti. I ragazzi protagonisti del reality in corso a Cassina, in una logica di massima visualizzazione dei loro video su internet, hanno guadagnato il favore dei ragazzini grazie a video pieni di contenuti diseducativi».