DOMANDA:

SE DEVO ESSERE sincero non ho mai assistito a una gara di shorttrack, ma mi sono esaltato nel seguire l’impresa della nostra Arianna Fontana che ha messo in fila le atlete delle super potenze degli sport invernali. Mi sono davvero emozionato per il risultato, soprattutto perché ho pensato a quanti sono gli atleti che potrebbero essere d’esempio vero ai nostri giovani che vengono oscurati da sua maestà il pallone. Brava Arianna. Roberto, Lodi​

RISPOSTA:

LA FATICA non le ha mai tolto il sorriso, la semplicità l’ha resa grande. Arianna Fontana è entrata nell’olimpo dei grandi atleti. Ha iniziato a vincere medaglie ai Giochi olimpici invernali quando aveva quindici anni e non ha più smesso, in una disciplina che trova spazio sui media solo in occasione delle grandi, grandissime manifestazioni. Poi solo ombra e una pista di ghiaccio sulla quale spendere ore e sudore. Uno scherzo per un’ atleta, oggi donna a tutto tondo, che arriva dalla Valtellina, terra caparbia che non ama fronzoli ma disposta ad accoglierti e a donarti tutto ciò che ha se ti impegni. E lei ha fatto dell’impegno e delle sue solide radici gli stumenti per forgiare e far crescere il suo talento. Così ha conquistato tutto ciò che poteva conquistare alle Olimpiadi, agli Europei, in Coppa del Mondo. Irresistibile nell’ultimo sprint sui 500 metri. L’oro conquistato in Corea per lei ha forse un duplice valore, l’alba dei 28 anni magari la porterà ad alzare lo sguardo dalla pista e cercare altri orizzonti, più personali. Ha ancora tempo per pensarci. Comunque sia resterà unica. ivano.costa@ilgiorno.net