Varese - "Federica è una ragazza tosta, molto testarda. Una che quando vuole raggiungere un obiettivo non molla di un centimetro". Le parole di grande orgoglio, che solo un fratello maggiore può avere, dicono tanto dell’indimenticabile nottata vissuta dalla famiglia Cesarini. Sono passate alcune ore dal meraviglioso trionfo olimpico di Federica (in coppia con Valentina Rodini) nel doppio pesi leggeri di canottaggio, ma la gioia e l’emozione restano intatte.

"Mi trovo in Liguria - racconta Matteo, di 10 anni più grande di Federica -, pronto per tornare a Varese a festeggiare con tutta la famiglia. Abbiamo vissuto momenti di grande tensione, con quel finale al fotofinish poi è stato pazzesco. Ma Federica era serena, ci siamo sentiti quotidianamente e non c’erano tensioni particolari, sentivamo nell’aria qualcosa di importante". E poi - dopo la gara, il finale thrilling, il podio e l’inno di Mameli - la prima videochiamata con la sorella neocampionessa olimpica: "Aveva la medaglia al collo, era molto emozionata. Ci siamo commossi un po’ tutti, è stato bellissimo".

Una famiglia di sportivi, i Cesarini, con Matteo - ex giocatore di hockey - che ricorda di quando "feci entrare Federica per la prima volta al palaghiaccio. Aveva 40 giorni". Poi, a 11 anni, il passaggio al canottaggio. "L’hockey non faceva per me", raccontava la vogatrice varesina, che un anno fa - saputo dello spostamento dei Giochi - aveva ammesso: "In realtà sono contenta, perché avremo più tempo per lavorare". Determinata e consapevole, Federica, come conferma il fratello Matteo: "Ha sempre saputo che per arrivare a certi livelli bisognava faticare tanto. Ha fatto sacrifici enormi, è partita da zero e si è guadagnata tutto quello che ha portato a casa". Già, casa. Nella fattispecie Bardello, paesino di 1.500 anime sulle rive del lago di Varese, dove Federica tornerà nei prossimi giorni. E dove sarà accolta dai suoi concittadini.

"Stiamo già organizzando una festa - racconta il sindaco Luciano Puggioni -, come accaduto dopo le medaglie ai Mondiali e agli Europei. C’è grande soddisfazione e orgoglio per una ragazza davvero caparbia, che quando ha cominciato, alla Canottieri Gavirate, era mingherlina e veniva utilizzata come timoniere. Ma lei non si accontentava, voleva remare, così ha iniziato ad allenarsi a testa bassa ed è diventata quel che è diventata". Una campionessa. Da questa notte anche, e soprattutto, olimpica.