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10 apr 2022

Spaccio nei boschi, due arrestati

Operazione dei carabinieri in Valcuvia contro lo smercio di droga lungo la via che porta a San Quirico

lorenzo crespi
Cronaca
Il ritrovamento della pistola da parte dei militari di Luino impegnati nell’intervento
Il ritrovamento della pistola da parte dei militari di Luino impegnati nell’intervento
Il ritrovamento della pistola da parte dei militari di Luino impegnati nell’intervento

di Lorenzo Crespi

Non si ferma l’attività di spaccio nei boschi della Valcuvia, come conferma l’ennesima operazione messa in atto dai carabinieri di Luino. Nel corso di un servizio di osservazione tra i boschi, i militari hanno arrestato l’altra mattina due nordafricani a Brenta, colti in fragranza di reato durante la cessione di una dose di stupefacente.

I carabinieri sono rimasti nascosti per ore in mezzo alla vegetazione ad attendere e a documentare il viavai di auto che si inerpicano lungo la via che porta al santuario San Quirico, per poi bloccare due marocchini durante la consegna di cocaina a un 40enne residente nel Varesotto. Mentre i due venivano fermati, un terzo connazionale è riuscito a fuggire in mezzo ai boschi e a far perdere le sue tracce. Con non poca fatica i due stranieri sono stati bloccati mentre tentavano di scappare.

Uno dei due era armato di un revolver Taurus a tamburo con all’interno 6 colpi calibro 38 special, più altri due colpi in tasca.

Il segno che la lotta per stabilire la supremazia su un bosco piuttosto che su una determinata zona non conosce limiti. Determinanti sono quindi le telecamere di videosorveglianza e i lettori targhe sul territorio, che consentono alle forze dell’ordine di monitorare il passaggio sospetto dei malintenzionati.

Nello zaino dell’altro marocchino è stato trovato un falcetto di quelli utilizzati per farsi strada tra le fronde degli alberi, ma anche per difendersi dai troppo curiosi, nonché due coltelli a serramanico. Oltre alle piccole quantità di droga, confezionate di volta in volta e custodite segretamente sotto rocce e sassi o nelle radici di qualche albero, nel loro zaino vi era tutto il necessario per la sopravvivenza e l’attività illecita. All’interno i cellulari utilizzati per ricevere gli ordini delle dosi e per stabilire il punto preciso della cessione, 5 powerbank per non rimanere senza batteria, guanti da lavoro e una torcia da fronte elettrica ricaricabile per farsi luce nelle ore notturne, a cui era stata apposta una striscia di nastro isolante per ottenere una flebile luce tale da non farsi notare.

Tre sono stati gli acquirenti sanzionati quali assuntori. Gli arrestati sono due marocchini di 27 anni, entrambi irregolari e privi di documenti, di cui uno mai censito sul territorio, che sono stati accompagnati negli uffici del comando di Luino per il fotosegnalamento e quindi trasferiti al carcere di Varese con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di arma comune da sparo.

Nel corso di un’altra attività anti-spaccio la scorsa settimana i carabinieri di Luino hanno arrestato a Ghirla due marocchini clandestini, mentre vendevano droga a clienti italiani.

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