Laura Taroni
Laura Taroni

Saronno (Varese), 26 luglio 2020 - La vicenda è quella di Leonardo Cazzaniga e della sua compagna Laura Taroni, al tempo, rispettivamente, aiuto primario del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Saronno, e infermiera nello stesso reparto. Per la Taroni c’è una data, l’11 settembre. La sezione penale della Cassazione è la prima. Ma potrebbe non essere il finale di partita per l’ex infermiera di Lomazzo, condannata a trent’anni di reclusione per l’omicidio della madre e del marito. Nel suo ricorso alla Suprema Corte l’avvocato Cataldo Intrieri, difensore con la collega Monica Alberti, chiede che venga annullata perché manca la sentenza, pronunciata il 2 luglio dello scorso anno dalla Corte d’Assise d’appello di Milano e depositata il 30 novembre. Veniva confermata la sentenza pronunciata, in primo grado, dal gup di Busto Arsizio, Sara Cipolla.

Era accaduto che nell’assemblaggio delle 122 pagine che componevano la sentenza ne erano state “saltate” 13, relative alle motivazioni sulla capacità di intendere e volere. Un errore materiale. Per emendarlo era stata fissata un’udienza della Corte d’Assise d’appello che aveva confermato la validità della sentenza. Anche i legali di altri coimputati chiedono, per lo stesso motivo, che la Cassazione si pronunci per la nullità della sentenza. Il ricorso della difesa di Laura Taroni osserva poi che la sentenza di secondo grado non chiarisce le cause delle morti. Non c’è stata autopsia, i corpi sono stati cremati. Laura Taroni ha ammesso di avere somministrato farmaci al marito, Massimo Guerra, per sopirne le pretese sessuali, senza la volontà di sopprimerlo. Quanto alla morte della madre, Maria Clerici, era stato Cazzaniga a praticarle una iniezione di fibrinolitico.