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20 mar 2022

Sei milioni di euro di imposte evase

Smascherato un vertiginoso giro di fatture false. Diversi immobili sequestrati fra Varese e Brescia

lorenzo crespi
Cronaca

di Lorenzo Crespi

I finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese hanno sequestrato quasi 6 milioni di euro a due aziende responsabili di frode fiscale. I militari hanno dato esecuzione a due decreti di sequestro preventivo d’urgenza, emessi dal pm della Procura di Busto Arsizio, di beni tra cui immobili situati nelle province di Milano e di Brescia, oltre a cospicue disponibilità finanziarie.

Nei provvedimenti sono stati riconosciuti gli esiti delle indagini preliminari svolte dai finanzieri del gruppo di Busto, avallati dalle informazioni raccolte a seguito degli arresti e delle perquisizioni del dicembre scorso a carico di due aziende lombarde. Le due imprese hanno beneficiato, annotando in dichiarazione le fatture per operazioni inesistenti emesse da alcune società cartiere, di ingenti e indebiti risparmi d’imposta. L’applicazione delle misure reali rappresenta dunque un altro tassello nell’ambito delle articolate investigazioni di polizia economico-finanziaria svolte dalle Fiamme Gialle di Busto Arsizio in seguito all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli amministratori di fatto delle suddette società "missing traders", che limitavano la propria esistenza "cartolare" a un periodo di tempo brevissimo e strettamente funzionale a creare l’evasione di cui beneficiavano "i clienti" delle medesime, per poi sparire senza lasciare alcuna traccia.

I "clienti", ora destinatari dei provvedimenti patrimoniali, una volta pagate le fatture false ricevute, ottenevano la restituzione del denaro contante (corrispondente all’importo indicato nella fattura emessa) al netto di una provvigione variabile costituente il compenso per il "servizio" reso dal sodalizio criminale. Un sistema che permetteva anche a soggetti possessori di ingenti quantità di denaro contante, di dubbia provenienza, di ripulire il denaro reinserendolo nel circuito legale. L’analisi della documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni del 13 dicembre scorso ha permesso di ricostruire l’ammontare degli indebiti risparmi d’imposta.

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