Lungo i  binari
Lungo i binari

Saronno (Varese), 28 settembre 2018 - Sono pochi   i particolari emersi sull’aggressione con violenza sessuale di cui è stata vittima nella giornata di domenica una sedicenne. Il fatto che la giovane stesse tornando a casa su un convoglio della linea Saronno-Seregno e la circostanza che la violenza sia stata perpetrata nello scalo ferroviario di Saronno Sud riaccendono però i riflettori sul tema della sicurezza della tratta. È un problema noto con cui la città degli amaretti fa i conti da tempo. In passato, pochi anni dopo l’inaugurazione, si erano registrate diverse rapine e aggressioni ai danni di studenti, tanto che i saronnesi avevano chiesto un maggior presidio della tratta. Subito dopo è esploso il problema dello spaccio.

La Saronno-Seregno è diventata un punto di riferimento per pusher e consumatori di ogni età che si ritrovano negli scali saronnesi (Saronno Centro o Saronno Sud) per recarsi nel parco Groane a consumare, vendere o rifornirsi. Per queste attività arrivano da tutta la Lombardia. Un problema sentito anche dai viaggiatori: molti pendolari, soprattutto donne, rimarcano di evitare la stazione in orario serale proprio per le brutte frequentazioni con cui si trovano a fare i conti.

A sottolineare la preoccupazione della città, decisamente scossa dalla notizia della violenza perpetrata ai danni della ragazzina, anche diversi esponenti del mondo politico saronnese: l’ex assessore Francesco Banfi, ora consigliere comunale indipendente e il capogruppo del Pd Francesco Licata. "Se la vicenda si è svolta come pare in base alla ricostruzione trapelata nelle ultime ore – spiega Banfi – è un fatto gravissimo che pone molte domande sulla sicurezza dello scalo e della tratta di cui si parla da tempo e su cui evidentemente c’è ancora molto da fare. È necessario fare squadra con il circondario, in quanto l’emergenza riguarda tutta la prima parte della tratta, non un singolo episodio".

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Francesco Licata: "Sulla Saronno-Seregno deve esserci un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Non basta creare un collegamento ferroviario. Bisogna garantire ai viaggiatori di arrivare al termine del viaggio incolumi. È inutile nascondersi dietro un dito: serve che la zona venga presidiata, la situazione è decisamente troppo critica. Non è più il tempo degli slogan: la sicurezza dei cittadini è una cosa seria che non può essere ridotta a una caccia alle streghe». E conclude: «In primo luogo da padre di famiglia voglio testimoniare la mia massima vicinanza alla vittima: le è capitato qualcosa di orribile che non può che suscitare rabbia e amarezza".