Leonardo Cazzaniga

Busto Arsizio (Varese),12 giugno 2018 - Lo vedono scrivere alacremente nella sua cella nel carcere di Busto. Leonardo Cazzaniga, il medico al centro dell’inchiesta “Angeli e demoni” della Procura di Busto, è impegnato nella stesura di un libro, un trattato filosofico sulla vita, la morte, la trascendenza. In questo riflette e trae spunto dal Libro della Genesi.

In Corte d’Assise a Busto sta per entrare nel vivo il processo al medico anestesista, ex vice primario del presidio ospedaliero di Saronno, imputato degli omicidi di undici pazienti in corsia e di quelli di tre familiari (il marito, il padre, il suocero) della sua amante di un tempo Laura Taroni, infermiera nello stesso reparto. Difesa di Cazzaniga all’attacco alla ripresa del dibattimento. Gli avvocati bresciani Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora, al momento della richiesta di ammissione prove, ne formulano una che va a toccare il “cuore” del processo: una perizia medico legale che accerti le cause dei decessi dei ricoverati e valuti sia la quantità dei medicinali assunti sia i tempi della somministrazione. I legali chiedono anche che vengano ascoltati il compagno di camera di Luciano Guerra, suocero di Laura Taroni, sia i parenti di quest’ultimo, presenti (come dichiarato dalla stessa Taroni) al momento del decesso di Guerra, il 20 ottobre 2013, nel reparto di medicina dell’ospedale di Saronno.

La Corte ha respinto tutte le eccezioni sollevate dalle difese di incompetenza territoriale (con il trasferimento del processo a Como) o materiale. Respinta anche la richiesta di esclusione dalla responsabilità civile di Nicola Scoppetta, al tempi primario del pronto soccorso. L’Asst Valle Olona ha rinunciato alla costituzione di parte civile e scelto la strada della Corte dei Conti per quantificare il danno subito per i comportamenti di Cazzaniga e degli altri medici.

Sono circa 160 i testi indicati dalle parti. Sono una settantina quelli delle difese di Cazzaniga e dei medici accusati a vario titolo di favoreggiamento e omessa denuncia, mentre circa novanta nomi compaiono nell’elenco firmato dal procuratore Gian Luigi Fontana e dal pm Maria Cristina Ria. Venerdì verranno ascoltati i primi due testi dell’accusa: il maresciallo dei carabinieri Fabio Broggi e Clelia Leto, l’infermiera del pronto soccorso di Saronno perno dell’inchiesta. Una sua segnalazione fece sì che l’ospedale costituisse una commissione per verificare l’operato di Cazzaniga. Dopo che la commissione ne aveva riconosciuto la correttezza, la Leto si rivolse alla procura di Busto Arsizio con un esposto denuncia.