Mattia Negusanti con il suo ultraleggero che pilota con una mano sola
Mattia Negusanti con il suo ultraleggero che pilota con una mano sola

Taino (Varese), 20 agosto 2019 - C'è un tocco di varesinità dietro il traguardo del primo brevetto di volo ottenuto da un disabile. Il giovane Mattia Negusanti ha conseguito infatti l’ambito traguardo all’aeroporto di Fano, il primo caso in Italia, e forse al mondo, in cui un pilota con una sola mano arriva a questo risultato.

Nel 2015 Negusanti è stato vittima di un incidente stradale, investito da un camion, mentre era fermo in sella alla sua moto, ha riportato gravi traumi che l’hanno costretto fra la vita e la morte per una decina di giorni. Coma irreversibile, l’estrema unzione impartita per tre diverse volte. La sua fibra forte ha però resistito, nonostante l’incidente abbia ovviamente lasciato severe conseguenze che hanno obbligato il trentaquattrenne urbinate a modificare stili e abitudini di vita. Dopo 4 anni di terapie intensive e numerosi interventi chirurgici all’avanguardia nel campo scientifico, Mattia ha ricominciato a vivere e lavorare, trovando soluzioni che gli permettano di convivere con la sua disabilità legata alla perdita del braccio sinistro.

Come detto, in questa storia va dato merito anche ad un’azienda del territorio. Mattia vola infatti grazie al ServoFly T4/1, un attuatore elettrico che gli consente di pilotare un ultraleggero in sicurezza e con l’uso di una sola mano. L’ausilio è stato prodotto con la nuova tecnologia di stampa 3D a metallo, grazie al coinvolgimento dell’azienda di Taino, la Aidro Srl, e alla passione della sua titolare Valeria Tirelli, che si è fatta affascinare dalla forza di volontà del giovane. Quest’ultimo, prima dell’incidente, era un carabiniere in forza ai reparti operativi, e proprio grazie al sostegno dell’Arma della caserma del Comando provinciale a Pesaro, e del generale Marco Filoni, scopre l’amore per il volo.

Racconta Mattia: «Il giorno che ho ripreso a lavorare dopo l’incidente arrivo al mio nuovo incarico presso il Ministero della Difesa e il comandante Filoni, istruttore di volo, mi propone di andare a volare con lui. Gli risposi che se mi fosse piaciuto avremmo dovuto trovare un modo per farmi pilotare nonostante l’unico braccio». È stato così realizzato il ServoFly, nato dall’idea iniziale del disegnatore Paolo Picchi e dal cugino Davide, esperto meccanico e pilota acrobatico dell’aeroporto di Fano. Dopo i primi prototipi in plastica, il progetto ServoFly è stato accolto dall’azienda varesina, leader nel settore oleo-idraulico e della stampa 3D a metallo. Con grande generosità e passione, Valeria Tirelli, amministratrice della società, insieme ad Alberto Tacconelli, direttore tecnico, ha messo a disposizione il team di ingegneri e i macchinari dell’azienda, per realizzare con la tecnologia additiva un oggetto unico, leggero e personalizzato.