Una veduta di piazza Repubblica la “porta” per il centro di Varese
Una veduta di piazza Repubblica la “porta” per il centro di Varese

Varese, 9 gennaio 2019 - Da anni è simbolo di degrado nel cuore della città, ma il 2019 potrebbe rappresentare la svolta per la rinascita di piazza Repubblica. L’area ha vissuto negli ultimi anni un destino altalenante, condito dalle frequenti polemiche legate all’insicurezza e alla costante presenza di spacciatori, come provato dai frequenti controlli delle forze dell’ordine. Gli interventi negli ultimi tempi sono rimasti centellinati: nel 2015, durante la seconda giunta Fontana, era stata abbattuta parte dei gradoni, che dividevano a metà la piazza, mentre nel febbraio 2017 è stato dato il via libera al progetto di ristrutturazione.

Assessore Andrea Civati quest’anno potrà finalmente essere quello decisivo per il rilancio di piazza Repubblica?

«Ritengo di sì. Stiamo lavorando con l’architetto Mauro Galantino per approvare il progetto definitivo di riqualificazione dell’ex caserma Garibaldi, che presenteremo a Regione Lombardia e agli altri partner dell’accordo di programma. Non ci siamo mai fermati in questi due anni e mezzo e ci siamo impegnati alacremente per completare il piano, che è stato recentemente arricchito dall’adesione della svizzera fondazione “Archivio del moderno” di Balerna, che si avvale di un importante collezione di designer e architetti del XX secolo. Un’eccellenza assoluta, che ha chiesto di partecipare, permettendo così di impreziosire ancora di più il futuro polo culturale, che sorgerà all’interno dell’edificio».

L’idea del polo culturale era presente sin dall’insediamento della giunta…

«Questa è sempre stata l’idea presente nei diversi prospetti susseguitisi negli anni. Verrà inserita una biblioteca moderna e funzionale, che presenterà attività adatte a ogni tipo di pubblico, dai bambini che si avvicinano ai testi scritti agli studenti universitari, in linea con le realtà europee più importanti, per ospitare la lettura nelle sue più diverse sfaccettature. Inoltre il polo non sarà ovviamente incentrato esclusivamente sui libri, ma cercherà di cogliere tutte le forme dell’arte e della cultura».

L’ex casermone avrà anche una maggiore sensibilità per le esigenze dei giovani?

«Certo. Il polo conterrà una sala auditorium, che potrà ospitare concerti come mostre e degli spazi ricreativi per il break, nonché dei locali adibiti allo studio per venire incontro alle istanze degli studenti delle scuole superiori e universitari. Infine la presenza dell’Archivio del Moderno sarà il pezzo forte dell’attrattività dell’opera».

Quale sarà la scansione temporale degli interventi?

«Le tempistiche prevedono di avviare al più presto il recupero della caserma, ultimando il progetto e contestualmente iniziare i lavori anche nella piazza. Nelle prossime settimane porteremo a termine il disegno conclusivo, ma, una volta fatto ciò, la celerità dei cantieri dipenderà dalla Regione (che ha stanziato un fondo di nove milioni e 425mila euro), con la quale dovremo confrontarci appena finita la parte inerente alla progettazione».