Si cerca il petrolio
Si cerca il petrolio

Varese, 29 dicembre 2017 - C'è il petrolio nel sottosuolo della brughiera? È la domanda a cui cercheranno risposta i tecnici di Shell Italia E&P, se riceveranno il via libera dal governo. Ieri, infatti, la dirigenza della compagnia ha inviato al ministero dell’Ambiente la documentazione necessaria ad avviare un procedimento di valutazione d’impatto ambientale legato a un’indagine geofisica per scoprire idrocarburi in un’area di oltre 460 chilometri quadrati fra Piemonte e Lombardia. Per il Varesotto sono coinvolti quattordici comuni, fra la zona intorno a Malpensa e il Basso Verbano.

Per ora nessuno scenario alla Dallas o in stile Emirati, ma la branca italiana della società con sede a L’Aia, nei Paesi Bassi, ha intenzione serie. Conclusa l’analisi da parte dei tecnici, ora è arrivato il momento di verificare la compatibilità ambientale del progetto. Obiettivo della campagna di indagine è verificare la presenza delle condizioni geologiche adatte alla formazione e all’accumulo di idrocarburi e di fornire dati utili a valutare l’eventuale proseguimento delle attività di ricerca. La Shell assicura che, attraverso una serie di attività non invasive, sarà possibile raccogliere dati sulla struttura geologica del sottosuolo che consentirà di identificare la presenza di formazioni rocciose che potrebbero contenere giacimenti di idrocarburi non ancora conosciuti o di rivalutare quelli che non erano stati considerati. Da qui, si aprirà la strada per verificare l’esistenza di veri depositi di petrolio.

La campagna di acquisizione dei dati, che potrà partire solo dopo aver ricevuto le autorizzazioni, avrà una durata da tre a quattro mesi. Prima di avviare il progetto, Shell ha incontrato diversi interlocutori nell’area. Una massiccia campagna informativa e di ascolto dei territori interessati ha portato i tecnici di Shell ad effettuare oltre 110 incontri (75 in Piemonte, 38 in Lombardia) nel corso dei quali hanno incontrato oltre 220 rappresentanti delle istituzioni, della società civile, del mondo economico e produttivo. Iniziative che non hanno fugato del tutto i dubbi delle comunità locali. «La Shell si è mossa correttamente - afferma il presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi - ma tutti gli enti sono abbastanza perplessi». Se l’operazione dovesse proseguire, afferma il numero uno di Villa Recalcati, verranno valutate eventuali iniziative a tutela del territorio. «Ci vuole la giusta correlazione - chiude Vincenzi - tra la conservazione del patrimonio naturale e turistico e le attività economiche. Non credo, ad esempio, che sul lago Maggiore ci sia spazio per dei pozzi della Shell».