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12 mag 2022

Nelle valli del Nord Varesotto l’esercitazione italo-svizzera

“Odescalchi 2022“ si terrà dal 13 al 18 giugno. Ieri riunione di coordinamento in Prefettura

lorenzo crespi
Cronaca
L’attività consisterà nella simulazione anche di eventi critici derivanti da rischio idrogeologico
L’attività consisterà nella simulazione anche di eventi critici derivanti da rischio idrogeologico
L’attività consisterà nella simulazione anche di eventi critici derivanti da rischio idrogeologico

di Lorenzo Crespi

Si svolgerà a giugno in Provincia di Varese l’esercitazione “Odescalchi 2022“. Saranno coinvolte la Prefettura, l’Esercito Italiano con il Comando Truppe Alpine di Bolzano, la Regione Lombardia e unità dell’Esercito Svizzero. In vista dell’evento si è svolta ieri in Prefettura a Varese una riunione di coordinamento, volta alla definizione dei dettagli organizzativi. L’esercitazione “Odescalchi 2022“ è alla seconda edizione dopo quella del 2016 che si era svolta nella provincia di Como, mentre la terza è in programma per il 2028. L’appuntamento avrà luogo nella settimana dal 13 al 18 giugno e coinvolgerà quattro Comuni dell’Alto Varesotto: Luino, Maccagno con Pino e Veddasca, Lavena Ponte Tresa e Tronzano Lago Maggiore. Si tratta di un’esercitazione internazionale bilaterale che coinvolgerà le Forze armate della Confederazione Elvetica e l’Esercito Italiano con unità delle Truppe Alpine.

Lo scopo principale della mobilitazione sarà verificare le modalità di cooperazione civile e militare in materia di Protezione civile in un contesto emergenziale di confine, coinvolgendo sia la Provincia di Varese che il vicino Canton Ticino. L’evento vedrà la partecipazione attiva anche di tutte le componenti del sistema di Protezione civile nazionale. Le attività consisteranno nella simulazione di alcuni eventi critici derivanti dal rischio incendi e idrogeologico. Due aspetti particolarmente rilevanti nella zona, come testimoniano i recenti fatti di cronaca. Lo scorso febbraio l’area di Indemini, al confine con la Valle Veddasca, fu infatti teatro di un vasto rogo, alle cui operazioni di spegnimento, durate più di una settimana, contribuirono anche i canadair italiani.

Già a partire dai prossimi giorni nell’area sarà possibile incontrare uomini e donne impegnati a preparare le attività e osservare mezzi speciali ed attrezzature che dovranno essere preventivamente posizionati in attesa dell’avvio delle operazioni.

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