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13 lug 2022

Nel terziario si torna ad assumere ma il lavoro è sempre più precario

Quasi mille imprese in più nel 2021 soprattutto tra Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno

13 lug 2022
lorenzo crespi
Cronaca
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese
Alessandro Minello (al centro) presenta il report realizzato da Spazio indagine Varese

di Lorenzo Crespi

Il terziario spinge la ripresa dell’economia varesina. Una tendenza che emerge dal General report 2022 realizzato da Spazio indagine Varese, l’osservatorio degli enti bilaterali provinciali. A illustrarlo, il responsabile del centro studi Alessandro Minello.

L’analisi fotografa la situazione al 31 dicembre 2021 sul territorio, con il terziario che registra un aumento di 925 imprese rispetto al 2020. L’87,5% delle nuove realtà si concentra nella parte centro-meridionale della provincia, tra Varese, Gallarate, Busto Arsizio e Saronno.

Dal punto di vista dei settori, la crescita del terziario è sostenuta principalmente dalle attività dei servizi (+676 in un anno, pari al +2,6%). Le dinamiche annuali confermano inoltre la ripresa definitiva del settore turistico (+173, pari al +3%), che già in piena fase pandemica aveva dimostrato una discreta resilienza, nonostante le limitazioni imposte dal periodo. Il tasso di crescita registrato a Varese risulta il doppio di quello regionale.

La vera novità di questo 2021, tuttavia, è costituita dal bilancio positivo degli esercizi commerciali (+76 pari al +0,4%), il cui aumento si era già intravisto nella prima parte dell’anno.

Oltre alle imprese cresce anche il numero degli imprenditori: sono 454 in più nei servizi e 78 per il turismo. Nel commercio invece si registra un calo di 35 unità.

Quindi segue un focus sul mercato del lavoro nel terziario, tra luci e ombre. Il dato positivo salta subito all’occhio ed è costituito dai quasi novemila (8.996 per l’esattezza) posti di lavoro in più a fine 2021, ovvero il saldo tra 77.444 avviamenti e 68.448 cessazioni di rapporti lavorativi.

La maggior parte delle nuove posizioni lavorative è stata maturata in aziende del comparto turistico (4.136) e dei servizi (5.118), gli unici settori in grado sviluppare opportunità occupazionali dopo un anno di pandemia. Il commercio invece registra un calo di 258 addetti, che è comunque più limitato rispetto a quello dell’anno precedente.

Un’altra buona notizia viene dalla presenza dei giovani: la maggior parte delle posizioni acquisite nel corso del 2021 riguarda under 30 (+7.747 posti di lavoro), il cui numero aumenta sensibilmente dal 2020 (il saldo precedente era di +5.249), riportandosi ai livelli prepandemici. Ma c’è anche un lato negativo: il lavoro è sempre più precario, con una prevalenza di contratti a chiamata e di tipo parasubordinato, a sfavore delle tipologie contrattuali più stabili.

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