Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni

Busto Arsizio (Varese), 24 settembre 2018 - Nuova udienza del processo sulle morti sospette in ospedale a Saronno. "Ho visto Cazzaniga con una siringa in tasca, più tardi vicino la porta del reparto ho visto Laura Taroni, e poi quella siringa in tasca lui non l'aveva più, se l'abbia data a lei o meno non lo so", ha detto un'assistente Hospice chiamata a testimoniare, questa mattina, in aula a Busto Arsizio ( Varese) sulla morte di Luciano Guerra, suocero dell'infermiera Laura Taroni, del cui omicidio è accusato Leonardo Cazzaniga, suo amante ed ex viceprimario del Pronto Soccorso di Saronno (Varese).

Le parole della teste darebbero una versione diversa del decesso di Luciano Guerra, secondo l'accusa ucciso solamente da Cazzaniga in reparto dopo un ricovero in ospedale, episodio dal quale Taroni (già condannata a 30 anni in abbreviato per gli omicidi del marito e della madre in concorso con l'amante medico) è stata scagionata per mancanza di prove. Alla sbarra oggi anche la madre di Massimo Guerra, marito di Laura Taroni, secondo l'inchiesta ucciso di amanti tramite una lenta e continua somministrazione di farmaci, dopo avergli fatto credere di essere malato. La donna, dopo aver risposto alle domande del Pm Maria Cristina Ria circa i rapporti familiari, è scoppiata in lacrime ed ha lasciato l'aula sorretta dalla figlia.