Curiglia (Varese), 18 novembre 2018 - Sta arroccato sulle pendici del monte Pola, a 950 metri di quota, immerso nel silenzio, fermo nel tempo. Tra le case basse ricoperte di piode ti aspetti di veder sempre sbucare dal viottolo un soldato del XVI secolo. A quell’epoca infatti la leggenda vuole sia stata fondata la piccola Monteviasco, oggi frazione del Comune di Curiglia. Si dice che tutto nacque dalla fuga di quattro uomini in arme che non volevano saperne del dominio spagnolo si dovettero nascondere in quell’alpeggio isolato per sfuggire all’arresto.

Luogo inaccessibile era, inaccessibile è rimasto tanto che ancora oggi per raggiungere la piccola frazione bisogna disporre di una buona gamba: ci sono 1.400 gradini da affrontare per arrivare “in paese”, un piccolo nucleo di case basse che conta ben sette abitanti. L’unica concessione alla modernità, mentre dal poggio si può scorgere in lontananza lo scorrere del caos, era la funivia. Unico mezzo di trasporto per giungere a valle. Ma la settimana scorsa la sorte ha voluto che Silvano Dellea, l’agente di Polizia locale, addetto a manovrare la funivia restasse vittima di un incidente sul lavoro proprio mentre stava riparando l’impianto. Aperta un’indagine, è scattato il sequestro della funivia e l’isolamento del piccolo centro. Dei sette abitanti, la maggior parte sono anziani. Sono nati e cresciuti a Monteviasco, in una cornice di castagni e faggi secolari, noci, hanno salutato chi negli anni, progressivamente, ha abbandonato il “poggio”, li attendono per l’estate quando il borgo torna ad avere qualche voce e alcune case si riaprono. IN Attesa che la giustizia faccia il suo corso e che l’inverno non diventi lungo e triste, a questi testimoni di un mondo al rallentatore pensano i carabinieri.

Monteviasco, i carabinieri si accertano che i residenti stiano beneGli uomini dell’Arma sono in questi giorni veri e propri “angeli custodi” per i residenti che non si sentono abbandonati. Quotidianamente i militari raggiungono gradino dopo gradino la piccola frazione a piedi, portando generi di prima necessità, viveri e medicinali, verificano le condizioni degli abitanti, importante parlare con loro, aiutandoli a superare questa situazione non facile. Un servizio prezioso assicurato ogni giorno, la fatica non conta, anzi è subito superata: ciò che è importante è garantire serenità ai residenti che sanno di poter contare sulla vicinanza di questi “angeli custodi” in divisa, un po’ speciali. Nei giorni scorsi è stato allestito anche un punto di soccorso in caso di emergenza. A raggiungere Monteviasco, piccola frazione che molti escursionisti conoscono per la bellezza del paesaggio in cui è immersa, nel silenzio dei boschi, sono stati gli uomini del soccorso alpino che hanno portato una barella, delle funi e tutto il materiale utile per interventi di emergenza, nel caso si debba effettuare il trasporto a piedi.