Funivia
Funivia

Curiglia con Monteviasco, 17 agosto 2019 - La bella Monteviasco ancora isolata non si arrende. A Ferragosto sono stati i carabinieri della stazione di Dumenza a portare soccorso e vicinanza ai 7 residenti rimasti in paese e ai ristoratori. Un calvario, quello della frazione di Curiglia arroccata sui monti al confine con la Svizzera, terra di passatori e leggende da briganti (qui tra Monteviasco e Dumenza si narra fu nascosta la Gioconda per due anni dopo il clamoroso furto del 20 agosto 1911), iniziato con una tragedia. Il 12 novembre 2018 Silvano Dellea, 60 anni, storico manutentore della celebre funivia gialla che da Curiglia porta alla frazione, morì schiacciato dalla cabina durante un intervento di riparazione. Da quel momento l’impianto fu posto sotto sequestro. La procura di Varese ha aperto un’inchiesta, come vuole la prassi, per omicidio colposo con sei persone iscritte nel registro degli indagati tra cui anche l’ex sindaco Ambrogio Rossi e ravvisò «gravi carenze strutturali sull’impianto». Che da allora non è mai più ripartito.

Il punto è che Monteviasco è un paese letteralmente appeso ad un filo: quello della sua funivia, unica “strada” per poter raggiungere l’abitato fatta eccezione per la mulattiera dell’800 da percorrere a piedi salendo i suoi 1.400 gradini. Da quasi un anno il borgo di pietra, divenuto il buon ritiro di parecchi milanesi che conta tre ristoranti e un paio di piccole attività commerciali, è rimasto isolato. Ed è questo isolamento che i carabinieri hanno rotto l’altro ieri raggiungendo, zaino in spalla e tanta forza nelle gambe, la frazioncina portando viveri e generi di prima necessità per residenti e ristoratori. Non è la prima volta che i militari percorrono la ripida mulattiera arrivando in paese tra gli abbracci e qualche volta tra le lacrime di chi Monteviasco la ama sconfinatamente. È accaduto quest’inverno, più volte, quando i militari si erano trasformati in “postini” salendo la mulattiera con la neve al ginocchio. Un gesto, ripetuto nel tempo, quello degli uomini dell’Arma della compagnia di Luino e dei forestali citato come «vero esempio di vicinanza e prossimità ai cittadini» dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della celebrazione del 205° anniversario di fondazione dell’Arma.

Nel frattempo la politica, locale e regionale, ha promesso più volte di sbloccare una situazione che «rischia di uccidere per sempre Monteviasco», dicono i residenti. Senza però arrivare mai al fatto compiuto: la cabina gialla penzola ancora immobile lungo il cavo della funivia. I cittadini, invece, hanno compiuto gesti veri: le scolaresche una dopo l’altra hanno raggiunto Monteviasco a piedi (talvolta accompagnate dai carabinieri) portando viveri e farmaci. E lo stesso hanno fatto i turisti che, nonostante tutto, sono arrivati per sostenere che «l’incanto del luogo non può essere abbandonato».