La funivia di Monteviasco
La funivia di Monteviasco

Curiglia con Monteviasco (Va) - 8 dicembre 2018 - Via i sigilli dalla funivia di Monteviasco. Eppure l’impianto, unico collegamento fra la valle e la caratteristica frazione montana, se si eccettua una mulattiera di circa 1.400 gradini, non potrà riprendere a funzionare. Una notizia che coglie di stucco la comunità, già provata dalla morte dello storico manutentore, il sessantenne Silvano Dellea. Fu il suo decesso, avvenuto il 12 novembre scorso mentre era impegnato in lavori di sistemazione, a portare al sequestro della struttura per consentire gli accertamenti investigativi. La notizia è stata comunicata ieri mattina in procura a Varese: i rilievi di inquirenti e consulenti sono terminati e nel fascicolo, in capo al pm Valeria Zini, sono stati iscritti i nomi «di più persone».

L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Nel corso di queste operazioni, è stato detto a palazzo di giustizia, sull’impianto sono state ravvisate «gravi carenze strutturali e procedurali». Le osservazioni sono state comunicate all’Ufficio speciale trasporti impianti fissi (Ustif), dipendente dal ministero dei Trasporti. E a Roma è stata presa la decisione di fermare la funivia fino a quando queste presunte mancanze non verranno sanate. Per l’Ustif, quindi, l’impianto di Monteviasco - che fino alla morte di Dellea aveva funzionato senza particolari problemi - è pericoloso e non può trasportare passeggeri. Gli interventi toccherebbero al proprietario, ovvero al Comune. Un fulmine a ciel sereno, che manda su tutte le furie Ambrogio Rossi, storico sindaco di Curiglia con Monteviasco. Per diversi motivi. «Io non ho ricevuto alcuna notizia - scandisce il primo cittadino, comprensibilmente scosso per gli sviluppi della vicenda - e mi sembra grave che una notizia del genere venga comunicata prima ad altri che a me». Per la comunità di Monteviasco, continua Rossi, «sarebbe una sventura se la funivia non riprendesse a viaggiare. Quell’impianto è fondamentale per il turismo, ma anche per chi risiede nella frazione tutto l’anno. Adesso cercherò di attivarmi per capire qualcosa in più». Monteviasco, quindi, resta isolata. A garantire i rifornimenti di prima necessità per i sette anziani che vi abitano tutto l’anno sono i carabinieri della compagnia di Luino, elogiati ieri in procura, che ogni giorno raggiungono il paesino per portare viveri e medicinali.