Travedona Monate (Varese), 7 luglio 2018 - E' iniziata ieri la raccolta delle pesche del lago di Monate, che quest’anno vedrà al lavoro solo due aziende agricole, la “Marco Bina” dell’omonimo imprenditore e “Le Selve” di Luca Franzetti, entrambe di Travedona Monate. Un prodotto d’eccellenza, la cui coltivazione diventa possibile grazie al microclima difficilmente replicabile del piccolo specchio d’acqua varesino, similmente a quanto accade per i celebri uliveti del Garda che, proprio grazie alle temperature più miti del Benaco, riescono a crescere a latitudini insolite. Le pesche monatesi si dividono in due varietà: quelle bianche e quelle gialle.

"La particolarità di questi frutti- racconta Luca Franzetti - consiste nel fatto che vengono raccolti al mattino e portati subito in laboratorio dove vengono sciroppati in giornata. Questo gli conferisce un sapore fresco duraturo e una croccantezza peculiare totalmente diversi da quelli degli altri prodotti simili. Per il trattamento non vengono utilizzati additivi o conservanti, e l’unico ingrediente aggiunto rimane lo zucchero per mantenere fresco il raccolto almeno un anno".

La produzione dei “pèrzic de Munà” - questo il nome in dialetto - è totalmente concentrata nel comune di Travedona Monate, ma anche lo smercio risente notevolmente della tradizione locale: "Il nostro obiettivo è di garantire la qualità del raccolto ed è perciò impensabile un’attività di tipo industriale - prosegue Franzetti - L’esportazione ci riguarda relativamente perché abbiamo un’elevata domanda locale sia nel Varesotto, sia nel resto della Lombardia. In particolare grazie a internet sono giunte ultimamente richieste persino da Toscana, Lazio e Umbria. Ma ribadisco che il nostro commercio non è assimilabile a una vendita al dettaglio, poiché la produzione complessiva si attesta attorno a poche migliaia di scatole".

Negli ultimi  tre anni le imprese agricole specializzate nella raccolta delle pesche di Monate si sono drasticamente ridotte, passando da cinque produttori ai due attuali, ma ciò non ha fermato il dinamismo di Franzetti: "La stagione solitamente inizia a fine giugno e si protrae sino a metà agosto e il lavoro si concentra tutto in un mese e mezzo". Le maggiori piantagioni del frutto sono condensate nel Veneto e nell’Emilia Romagna, ma a rendere unici i frutteti monatesi è proprio il procedimento di confezionamento: "Negli anni ci siamo spinti a creare sfiziosità inusitate unendo alle pesche; a seconda del prodotto finale, cannella, vaniglia, menta, miele di acacia, rum, limoncello, peperoncino. Si tratta di composizioni che non sostituiscono la nostra merce principale, la pesca sciroppata, la quale costituisce circa l’85 per cento della nostra distribuzione, ma ci sono comunque diversi clienti che le ricercano". Una peculiarità tutelata anche dalla Confederazione nazionale coltivatori diretti, cui le due imprese monatesi sono affiliate.