Il presidio dei lavoratori di Air Italy di fronte all’hangar sede dell’azienda
Il presidio dei lavoratori di Air Italy di fronte all’hangar sede dell’azienda

Malpensa (Varese), 14 febbraio 2020 - Un duro colpo che potrebbe avere pesanti ripercussioni nel territorio: la crisi nera di Air Italy, dall’altro giorno messa in liquidazione, coinvolge 1.500 lavoratori, dipendenti della compagnia, 980 dei quali operativi a Malpensa (520 invece sono basati a Olbia), ma nell’indotto si calcolano circa 500 persone occupate in servizi al vettore, dal catering all’handling. Tanti tra dipendenti di Air Italy e delle aziende che lavorano con la compagnia risiedono nei comuni dell’area aeroportuale, quindi la difficile situazione dopo la comunicazione degli azionisti della compagnia nata dalle ceneri di Meridiana che due anni fa presentava un grande e ambizioso piano di rilancio, tocca da vicino il territorio.

I sindaci sono preoccupati per le ricadute sociali della crisi e fanno appello al governo perché trovi una soluzione che salvi i posti di lavoro. "Stiamo seguendo con attenzione la vicenda – dice Stefano Bellaria, sindaco di Somma Lombardo, presidente di turno del Cuv, il consorzio volontario di cui fanno parte nove comuni dell’area di Malpensa – In questi ultimi anni l’attività dello scalo è aumentata, i segnali positivi confermati prima dell’emergenza coronavirus che ha bloccato i voli con la Cina, davano fiducia, ora invece ci troviamo a fare i conti con una situazione, la crisi di Air Italy, che rischia di determinare pesanti effetti su aziende dell’indotto che operano con la compagnia. Siamo molto preoccupati. Bisogna dare una risposta occupazionale e il Governo deve intervenire come sta facendo ormai da anni con Alitalia, compagnia che non è mai stata grata a Malpensa, anzi ha sottratto risorse all’aeroporto e ai nostri comuni: pensiamo all’addizionale comunale sui diritti di imbarco, una buona parte di quel fondo va proprio ad Alitalia, per la cassa integrazione, mentre ai nostri comuni arrivano le briciole, 10 centesimi. Air Italy è una compagnia che aveva deciso di investire su Malpensa e questo era a favore del nostro indotto, quindi bisogna trovare una soluzione industriale, salvando l’occupazione".

Bellaria a nome dei sindaci del Cuv esprime solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, l’attenzione è ora rivolta al nuovo incontro a Roma, al ministero, in programma la prossima settimana. Anche Dario Balotta, da ex sindacalista Fit Cisl, esperto del settore, interviene sul caso Air Italy e subito fa rilevare "disattenzione colpevole da parte di chi doveva intervenire. Non è un fulmine a ciel sereno, il cielo era pieno di nuvoloni da mesi, il temporale era già in atto, ma i segnali non sono stati considerati, tutti sapevano, io due settimane fa avevo dichiarato che Air Italy stava lanciando voli non avendo più gli aerei. Purtroppo siamo arrivati alla decisione dei soci della messa in liquidazione “in bonis”, che se nel frattempo non saranno individuati altri percorsi con il Governo, non prevede la cassa integrazione per i 1.500 lavoratori, cacciati nel tunnel, senza prospettive. Questo mentre da un decennio ad Alitalia lo Stato versa risorse per la cassa integrazione di migliaia di suoi dipendenti, un trattamento extralusso. Siamo davanti a una gestione iniqua degli ammortizzatori. Il caso Air Italy sia l’occasione per voltare pagina, nel sistema del trasporto aereo e nelle gestione degli ammortizzatori sociali, a cui devono poter ricorrere anche aziende in liquidazione in bonis come Air Italy".