L’ex primo cittadino di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta
L’ex primo cittadino di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta

Lonate Pozzolo (Varese), 17 ottobre 2020 - Trecento voti della ’ndrangheta in cambio di un assessorato. Così avrebbe vinto le elezioni amministrative del 2014 l’ex sindaco di Lonate Pozzolo Danilo Rivolta, raggiunto ieri mattina, insieme ad altre cinque persone, da un avviso di garanzia e conclusione indagini con accuse a vario titolo per corruzione elettorale e scambio elettorale politico mafioso. Si tratta di un filone delle indagini ‘Krimisa’ dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, coordinati dalla Dda di Milano. Insieme a Rivolta, già arrestato nel 2017 con l’accusa di corruzione, sono indagati Peppino Falco, coordinatore regionale dei Cristiano Democratici, Federica Francesca De Novara, ex assessore a Lonate Pozzolo, suo padre e imprenditore Salvatore De Novara e Cataldo Casoppero, condannato lo scorso 25 settembre dal Tribunale di Busto Arsizio a 14 anni di reclusione perché ritenuto affiliato alla locale della ’ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Secondo gli inquirenti quindi, Danilo Rivolta vinse le elezioni grazie all’appoggio della locale di Legnano-Lonate Pozzolo, e in particolare di Cataldo Casoppero, attraverso un pacchetto di 300 voti, in cambio della promessa di assegnare un assessorato a un candidato “gradito” alle famiglie cirotane mafiose, che si tradusse nell’assessorato per De Novara.

L’operazione di scambio fu, secondo l’accusa, organizzata e mediata da Falco. Le stesse parole dell’ex primo cittadino lonatese agli inquirenti misero in moto le nuove indagini dei carabinieri, coordinate sempre dai pm della Dda Alessandra Cerretti e Cristina Vassena. "Nel febbraio-marzo 2014, Peppino Falco venne da me e mi disse che i De Novara mi avrebbero appoggiato nella campagna elettorale", testimoniò Rivolta nelle carte giudiziarie, "Franco De Novara in cambio voleva che la figlia Francesca venisse nominata assessore", aggiuse, "loro nel frattempo avrebbero provveduto a farmi prendere dei voti, Francesca De Novara ha preso 300 voti, la mia lista è stata supportata anche da Cataldo Casoppero e dopo la mia elezione ho effettivamente nominato la figlia di De Novara assessore alla cultura".
Rivolta , arrestato il 16 maggio 2017 con accuse per corruzione e abuso d’ufficio (per le quali ha patteggiato una condanna a quattro anni), ha iniziato a collaborare con gli inquirenti. Alcune sue affermazioni avrebbero dato impulso alle due maxi inchiesta della Dda di Milano, ‘Krimisa’ stessa e ‘Mensa dei Poveri’.