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12 mar 2022

La pandemia colpisce le donne Tre infortuni su quattro “in rosa“

I dati Inail sull’andamento nel Varesotto anche delle malattie professionali nel biennio 2020-2021. Le più esposte sono risultate le addette nel settore dell’assistenza: infermiere, colf e badanti

12 mar 2022
lorenzo crespi
Cronaca
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi
«Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile» ha rilevato il direttore Inail Vittorio Tripi

di Lorenzo Crespi

In provincia di Varese la stragrande maggioranza degli infortuni sul lavoro da Covid-19 nell’ultimo biennio ha riguardato lavoratrici donne. È l’aspetto più significativo che emerge dai dati dell’andamento infortunistico nel Varesotto diffusi dall’Inail territoriale.

Un incontro al Salone Estense ha permesso di fare il punto della situazione dopo un biennio segnato profondamente dalla pandemia. I dati analizzati, tratti dalla banca dati statistica Inail Open Data e aggiornati al 31 dicembre, permettono innanzitutto di avere una panoramica del numero complessivo degli infortuni degli ultimi due anni.

A Varese e provincia sono stati 9.936 gli infortuni denunciati nel 2020 e 8.514 nel 2021, con un calo quindi del 14%. I casi mortali sono stati rispettivamente 14 e 13 (-7%). In aumento, invece, le malattie professionali, da 149 a 180 (+21%): un trend che rispecchia la situazione di tutta la regione.

Già analizzando il dato complessivo si nota come la percentuale di infortuni tra le donne sia stata più alta degli anni precedenti, in particolare nel 2020, con il 49% di infortuni femminili e il 51% maschili. Nel 2021 il rapporto è tornato sui livelli pre-Covid (37% donne e 63% uomini).

Ma se si considerano solo gli infortuni legati al Covid, ecco che la preponderanza delle lavoratrici spicca in entrambe le annate. Nel biennio 2020-2021 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 (in totale 4.712) hanno riguardato nel 74,3% dei casi le donne e solo nel 25,7% dei casi gli uomini. "Uno scenario da cui emerge quanto le donne siano state in prima linea ad affrontare l’emergenza sanitaria", ha commentato l’assessore alle pari opportunità del Comune di Varese, Rossella Dimaggio.

La prevalenza degli infortuni “in rosa“ va letta proprio nella maggior componente femminile in quelle professioni che sono state più colpite dalla pandemia, dall’assistenza sanitaria (il 79,6% degli infermieri è donna) a quella domestica (l’86,3% di colf e badanti è di sesso femminile). "Il personale femminile ha avuto più occasioni di contagio rispetto a quello maschile", ha osservato il direttore Inail territoriale di Varese, Vittorio Tripi.

Infine la suddivisione geografica degli infortuni di lavoro: i dati forniti dalla Camera di commercio dicono che nel 2020 la maggiore incidenza è stata a Saronno, seguita da Varese e Busto, con Gallarate colpita in maniera minore. Valori ridotti nel 2021, ma che fotografano lo stesso andamento tra le diverse aree territoriali della provincia.

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