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25 mar 2022

La morte del piccolo Daniele La ferita aperta di Gazzada

Il bambino, sette anni, freddato dal padre Davide Paitoni che l’aveva avuto in affido per le feste di fine anno: il raptus omicida nella casa del nonno paterno a Morazzone

rosella formenti
Cronaca
Il cartellone con le foto di Daniele Paitoni realizzato dai compagni e dagli educatori dell’oratorio di Gazzada Schianno frequentato dal bambino e affisso il giorno dei funerali, il sette gennaio scorso, nella chiesa di San Luigi
Il cartellone con le foto di Daniele Paitoni realizzato dai compagni e dagli educatori dell’oratorio di Gazzada Schianno frequentato dal bambino e affisso il giorno dei funerali, il sette gennaio scorso, nella chiesa di San Luigi
Il cartellone con le foto di Daniele Paitoni realizzato dai compagni e dagli educatori dell’oratorio di Gazzada Schianno frequentato dal bambino e affisso il giorno dei funerali, il sette gennaio scorso, nella chiesa di San Luigi

GAZZADA (Varese)

di Rosella Formenti

Sembra impossibile eppure è accaduto di nuovo, ancora in un paese tranquillo, Mesenzana, all’improvviso sconvolto da una tragedia familiare, come Gazzada Schianno e Morazzone, quando il piccolo Daniele Paitoni, 7 anni, viene ucciso dal padre che prima lo soffoca, poi lo accoltella, quindi nasconde il cadavere nell’armadio. Accanto un biglietto pieno di rancore nei confronti della moglie, da cui si era separato, una delirante confessione, l’omicida sarà arrestato l’alba del 2 gennaio a Viggiù, dopo aver vagato tutta la notte.

Daniele viveva a Gazzada Schianno con la mamma Silvia e i nonni materni, il primo marzo, a tre mesi dalla sua tragica morte, una ferita profonda nella comunità, è stato ricordato con una fiaccolata, centinaia di persone hanno percorso le vie del paese con le fiaccole accese toccando cinque tappe, i luoghi che il piccolo amava e frequentava nella frazione di Schianno, la scuola Don Cagnola, l’asilo, il cimitero, la sua casa, dove viveva con la mamma Silvia e i nonni materni, infine l’oratorio dove ha trascorso la sua ultima estate felice, contagiando tutti con il suo sorriso e la sua gioia di vivere.

Solo tre settimane fa il ricordo del piccolo Daniele a Gazzada Schianno, ieri la tragedia si è ripetuta, in un altro paese del Varesotto, una comunità tranquilla, di colpo sconvolta dall’orrore di una tragedia familiare, ancora un padre che diventa assassino, uccidendo i suoi due figli, ancora un uomo che non accetta la separazione dalla moglie. Andrea Rossin si è tolto la vita, Davide Paitoni è in carcere.

E il ricordo è tornato al primo gennaio di quest’anno, all’ultimo giorno di vita del piccolo Daniele. Davide Paitoni era agli arresti domiciliari nell’abitazione del padre a Morazzone, dopo aver tentato di accoltellare un collega di lavoro. Dopo la separazione dalla moglie poteva incontrare il figlio, a Capodanno Daniele era stato con il papà, nulla faceva presagire quanto di terribile sarebbe accaduto, alla sera sarebbe ritornato dalla mamma a Gazzada.

Invece a Gazzada Paitoni si è presentato la sera ma senza il bambino, ha incontrato la ex moglie e ha tentato di ucciderla, ferendola con un coltello quindi si è dato alla fuga. La donna veniva ricoverata all’ospedale mentre i carabinieri avviavano le ricerche per rintracciare il quarantenne e soprattutto il bambino che non era stato riportato alla mamma. I militari si sono diretti nell’abitazione, in via Cuffia a Morazzone, all’interno il macabro rinvenimento nell’armadio del corpo senza vita del piccolo. Accanto un biglietto, la confessione dell’omicida arrestato all’alba del 2 gennaio.

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