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20 apr 2022

La mega-truffa degli investimenti, indagata una donna del Varesotto

Il raggiro ai risparmiatori scoperto dalla Finanza si basava sullo “schema Ponzi“. Dieci le persone coinvolte

L’indagine che ha fatto scattare diverse misure cautelari è stata condotta dalla guardia di finanza. di Cagliari, con la Procura del capoluogo sardo
L’indagine che ha fatto scattare diverse misure cautelari è stata condotta dalla guardia di finanza. di Cagliari, con la Procura del capoluogo sardo

Attività finanziaria esercitata senza autorizzazioni, promuovendo la compravendita di strumenti di investimento dietro la promessa di profitti elevati. Un sistema che ha portato al raggiro di una serie di investitori, puntualmente rassicurati dalla certezza di rendimenti particolarmente favorevoli che sarebbero stati garantiti in tempi molto brevi. Ma questa modalità si basava su fondi progressivamente raccolti da nuovi clienti e utilizzati per ripagare i precedenti investitori: il sistema, noto come “schema Ponzi“, è andato incontro al crollo improvviso, come sempre accade in questi casi.

Sul registro degli indagati della Procura di Cagliari sono così finite dieci persone, tra cui Antonio Sedino, comasco di 47 anni, attualmente detenuto per analoghi reati finanziari commessi a Como.

Secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza sarda, Sedino risulterebbe cofondatore e comproprietario di alcune società che offrivano gli investimenti finanziari abusivi: agli ignari clienti, erano garantiti rendimenti pari al 5 per cento lordo mensile, che apparivano assolutamente vantaggiosi.

Ma alla prima scadenza annuale dell’investimento, solo alcuni investitori sono rientrati in possesso di parte delle somme investite e la maggior parte di essi non ha ottenuto alcun rendimento, né la restituzione dei capitali che erano stati raccolti sull’intero territorio nazionale, per circa 5 milioni di euro, ai danni degli ignari risparmiatori.

Il sistema su cui ha investigato la Procura di Cagliari, strutturato in modo piramidale, si ritiene che avesse al vertice un cagliaritano di 51 anni, Roberto Diomedi, ritenuto promotore e organizzatore dell’attività, che aveva al suo fianco i suoi più stretti collaboratori. Coinvolta anche una donna, di 51 anni, residente in provincia di Varese e ritenuta responsabile del ‘’marketing’’.

Nei confronti delle sei persone più gravemente indiziate, è stata emessa una misura cautelare, mentre gli altri quattro, tra cui Sedino, risultano indagati a piede libero.

I reati ipotizzati, a vario titolo in base ai rispettivi ruoli, sono di associazione per delinquere finalizzata all’abusivismo finanziario, alla truffa, al riciclaggio e autoriciclaggio, per aver costituito un reticolo di società finanziarie, anche di diritto estero, strumentali al procacciamento di clienti.

Paola Pioppi

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