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Varese, infortuni mortali sul lavoro in calo

Dato in controtendenza rispetto al trend lombardo

di GIANMARCO AIRAGHI
Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 07:16
Incidente sul lavoro

Varese, 8 settembre 2018 - Incidenti mortali sul lavoro in crescita, ma non nella provincia di Varese. I dati rilasciati da Regione Lombardia, sulla base delle segnalazioni delle Ats locali, fanno emergere un trend in discesa per quanto riguarda gli infortuni mortali nella nostra provincia, in controtendenza con i dati nazionali.

Il registro pubblicato dal Pirellone fa emergere, relativamente al 2018, un riscontro allarmante a livello lombardo, in cui vi sono stati, nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 agosto, 32 incidenti mortali, pari a quelli accaduti nell’intero 2017; ma rilievi più rassicuranti emergono dal rapporto di Ats-Insubria, che parla di un unico caso per il Varesotto. Nell’ultimo triennio 2015-2017, ci sono stati 129 decessi sul lavoro, di cui 8 nella nostra provincia. Una percentuale del 6,2% sul totale, sensibilmente più bassa di altre quali Brescia e Milano (entrambe del 20%). Riguardo al Varesotto sono stati annotati cinque episodi nel 2015, uno nel 2016 e due nel 2017. "A Varese gli infortuni sono in calo - conferma il segretario Fiom-Cgil Stefania Filetti - ma i dati devono essere letti attentamente. Un elemento che ci ha colpito è che i vari report sono strettamente connessi all’andamento delle società e gli incidenti tendono a diminuire in presenza di regimi di cassa integrazione o di crisi d’imprese, ma una volta che l’attività riprende anche la percentuale sale".

Un concetto approfondito dal segretario generale di Uilm-Alta Lombardia Fabio Dell’Angelo: "Bisogna rammentare comunque che i dati di cui parliamo escludono tutti gli eventi non fatali, compresi quelli gravemente invalidanti e le malattie professionali, che sono sempre difficili da accertare. Un punto su cui fare il focus è che nella nostra provincia la metà degli incidenti con esito mortale ha coinvolto persone con un’età superiore ai 50 anni. Probabilmente gli innalzamenti delle soglie pensionistiche stanno portando a un’evoluzione dei rilievi in questa direzione. L’altra principale impasse concerne i numerosi prestatori, che lavorano in appalto o subappalto e si trovano solitamente in gravi carenze d’informazione sulle norme di sicurezza. È su questo che, promuovendo il questionario, cercheremo di intervenire e svolgere il nostro compito".

 

 

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