Varese, 15 maggio 2018 - Dopo lo schianto sul raccordo, costato la vita a due persone, è in pericolo uno dei feriti. La procura di Varese non divulga i nominativi dei due deceduti. Motivi di indagine? I due uomini di 35 e 50, morti nell’incidente, sono stati identificati. Il mistero avvolge quello che a tutti gli effetti sembrerebbe un drammatico incidente stradale.

Si indaga sulle cause della tragedia. Tutti stranieri i coinvolti, dell’Est Europa, si dice di origini ucraine, uno dei quali sta lottando tra la vita e la morte in neurorianimazione a Varese per il forte trauma cranico subito nello scontro di domenica sera. Un altro ferito, meno grave di quanto si pensasse, ha comunque subito traumi multipli. È ancora scosso per l’accaduto il quinto degli occupanti la Hunday Matrix che si è ribaltata squarciando almeno venti metri di guardrail lungo il raccordo tra la statale e la A-8 in direzione Milano, ancona entro i confini del Comune di Varese, verso le otto di sera.

Alla polizia locale del capoluogo sono toccati i primi rilievi di rito, mentre le indagini sono state affidate al pubblico ministero di turno. Ma cosa è successo? Lo dirà, forse, l’unica persone che è in grado di parlare, cioè il ferito più lieve, portato all’ospedale di Varese, ma che ancora oggi sarebbe sotto shock per quanto vissuto. I vigili hanno sottoposto i tre sopravvissuti ad alcool test ematico: l’esame del sangue dirà entro pochi giorni se qualcuno aveva bevuto, ma non necessariamente fra i tre feriti può esserci l’autista. Anche in sede di autopsia è scontata l’indagine su eventuali sostanze nel sangue delle vittime, per verificare le condizioni al momento dello schianto.

L’auto è andata completamente distrutta e nella lunga carambola, che l’ha adagiata capovolta su di una riva, può darsi che le posizioni degli occupanti si siano scambiate. Non è quindi ancora chiaro chi fosse alla guida ed è questione di ore sapere con precisione le identità di tutti i coinvolti: sono cittadini extracomunitari. Al momento dell’incidente non pioveva, ma l’asfalto era comunque viscido per via dei forti acquazzoni tardo pomeridiani. Anche la velocità del mezzo sarà una delle variabili al vaglio degli investigatori per ricostruire l’accaduto.