Varese, 29 ottobre 2017 - "La notte più lunga è finita". Salva l’Osteria Irma, uno dei simboli del Sacro Monte di Varese, evacuata venerdì sera in via precauzionale in seguito al vasto incendio che tra Campo dei Fiori, Velate e Luvinate, ha distrutto venti ettari di bosco e ancora arde nonostante l’incessante azione di Canadair, elicotteri, vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, polizia di Stato e polizia locale. Venerdì notte Laura Orlandi, il marito Paolo Ferrari, con la loro piccola Cloe e gli ospiti che erano presenti nel ristorante per godersi la cena (in tutto 12 persone) si sono ritrovati al centro dell’emergenza. Presente anche la storica signora Irma (dalla quale l’osteria prende il nome) che con il marito Giancarlo ha mandato avanti l’attività sino allo scorso 15 aprile quando Laura e Paolo hanno raccolto (e vinto) una bella sfida. "La signora Irma era pronta a scendere a piedi se necessario – dice Laura – non è donna che si faccia spaventare".

Non è stato necessario: i 12 evacuati hanno utilizzato le auto scendendo lungo la mulattiera che dal Campo dei Fiori porta al Sacro Monte. "Poi è iniziata la notte più lunga della nostra vita – spiega Orlandi – Abbiamo realizzato che stavamo tutti bene e questo naturalmente ci ha calmati. Ha allentato la tensione. Ma né io né Paolo abbiamo chiuso occhio per l’intera nottata: il pensiero andava sempre là. Là dove c’era il nostro futuro". Ieri mattina i coniugi Ferrari sono arrivati sino al bivio tra Campo dei Fiori e Sacro Monte: l’osteria Irma, il loro futuro, è salva. "Il fuoco non l’ha toccata – dice Laura – e pare che non sia saltata nemmeno la corrente. Era tra le cose che più temevamo: senza corrente tutti i generi alimentari che conserviamo per la ristorazione sarebbero andati perduti". Con un danno economico non indifferente. "La nostra “Irma” è là. Avvolta dal fumo ma salva", dice Orlandi che aggiunge: "Certo che vedere la nostra montagna così ferita. Arsa. Sfregiata. Quei boschi meravigliosi che sono un patrimonio ridotti alla desolazione spezza il cuore". Il pensiero corre al piromane o ai piromani che avrebbero appiccato l’incendio che ha sicuramente origine dolosa: "Come si può fare una cosa del genere? E soprattutto perché? Perché voler distruggere? – dice Laura tra la rabbia e il dolore – spero che lo prendano e che non ci sia indulgenza verso chi ha fatto questo". Il piromane del Campo dei Fiori è oggi il nemico pubblico numero uno in tutta la provincia di Varese: “Giusta una taglia su di lui – commenta il senatore Stefano Candiani (Lega Nord) – giusto offrire una ricompensa a chiunque fornisca indicazioni per arrivare a individuare il o i responsabili”. Giustizialismo?

"NON diciamo sciocchezze – spiega Candiani che di fatto ha appoggiato la proposta (quella di offrire una ricompensa) nata da alcuni residenti al Sacro Monte che ha raccolto centinaia di consensi sui social network – in uno Stato di diritto il ladro sta in galera. E ci resta. Giusto dunque anche l’incentivo economico per arrivare al responsabile. Chiedendo poi una pena severa, a norma di legge, senza sconti". Intanto continua incessante il lavoro di chi da 48 ore sta difendendo Varese e le sue montagne dal fuoco. "Proseguono le operazioni di spegnimento e bonifica delle zone colpite dagli incendi – si legge in un comunicato del parco regionale Campo dei Fiori presieduto da Giuseppe Barra - La situazione è assai critica e nonostante apprezziamo molto il vostro affetto (quello dei varesini accorsi per cercare di dare una mano) vi preghiamo di non recarvi nei luoghi colpiti per lasciare lavorare gli operatori e non mettere a repentaglio la vostra incolumità".