Varese, 6 gennaio 2019 - Spenti i fronti di fuoco: la Martica e il monte Chiusarella non bruciano più. Ma è un corpo a corpo tra i 140 uomini, vigili del fuoco e volontari della protezione civile regionale, impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio che da oltre 72 ore (cioè dalle 17 di giovedì) avvolge le due montagne. Ieri mattina, dopo una notte passata a vegliare le lingue di fuoco, il sindaco di Induno Olona Marco Cavallin ha ordinato l’evacuazione delle quattro case dell’Alpe Cuseglio. «Il fuoco era troppo vicino – ha spiegato – Per fortuna le fiamme sono state spente prima che potessero provocare dei danni. Le case non potranno comunque tornare ad essere abitate prima della fine dell’emergenza». Il nemico da combattere, adesso, è il vento.

Canadair ed elicotteri hanno permesso, con oltre 150 lanci ieri, di domare il fuoco vivo. Tuttavia se il vento tornerà a soffiare i focolai non ancora spenti potrebbero riaccendere il rogo, tornando a fare ardere la montagna. La situazione per il momento è sotto controllo: focolai erano segnalati in serata all’Alpe Tedesco e sul lato est della Valganna.

Nel mezzo dell’emergenza sono stati segnalati anche due fatti assolutamente imprevedibili. Il primo: un escursionista in bicicletta è salito fin quasi alla sommità del monte Martica cadendo e finendo per essere poi recuperato dall’elisoccorso. Alla Rasa, nei pressi del centro del coordinamento delle operazioni di spegnimento, un uomo di 55 anni si è gettato da un ponte sul letto del torrente sottostante uccidendosi dopo un volo di 20 metri. Accertato il suicidio in questo caso. Mentre gli operatori vanno avanti con la bonifica del terreno bruciato, oltre 200 gli ettari inceneriti dal rogo, si indaga sulle cause dell’incendio.

Escluse le cause naturali: per capire, nessun fulmine (anche vista la stagione) è caduto dando il via alle fiamme. Certa la mano umana, così come asserito dal comandante provinciale dei vigili del fuoco Antonio Albanese: «L’autocombustione non esiste – ha dichiarato ieri – Non diciamo sciocchezze come mozziconi o lanterne cinesi. Ci sono troppe coincidenze per ipotizzare l’accidentalità. La prima? L’incendio è divampato alle 17, in un orario che rende l’intervento di spegnimento particolarmente difficile». Non è stata comunque esclusa dagli inquirenti anche l’ipotesi di un incendio provocato per una “distrazione”. Testimoni parlano di qualcuno che stava utilizzando per un lavoro non meglio identificato una fiamma ossidrica che potrebbe essere sfuggito di mano. Il comandante dei pompieri ha anche ricordato il rogo al Campo dei Fiori: «Mi auguro che in questa nuova occasione la magistratura individui i responsabili». Cosa mai avvenuto nel caso del rogo, certamente doloso, risalente all’ottobre 2018.