Il carro del guerriero di Sesto rinasce all’Università dell’Insubria

Il progetto Back on Track a Sesto Calende mira al restauro e alla ricostruzione tridimensionale del carro della Seconda Tomba di Guerriero, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico dell'età del Ferro.

Il carro del guerriero di Sesto rinasce all’Università dell’Insubria

Il carro del guerriero di Sesto rinasce all’Università dell’Insubria

Nuova vita per il carro della Seconda Tomba di Guerriero di Sesto Calende, uno dei contesti tombali più iconici della cultura dell’età del Ferro di Golasecca. Prende infatti il via il progetto interdisciplinare Back on Track, che coinvolge l’Università dell’Insubria e il Comune di Varese con il museo civico archeologico di Villa Mirabello e vede la collaborazione del Ministero della Cultura.

L’obiettivo è realizzare il restauro di alcuni pezzi per proporre una nuova ricostruzione tridimensionale dell’antico manufatto in bronzo. Il carro, uno degli elementi del corredo funebre che connota il defunto come un capo guerriero, era di bronzo e ferro con ruote di circa 50/60 centimetri, probabilmente rifinite in legno, ed era utilizzabile da due persone posizionate una dietro l’altra. Tra centinaia di reperti disponibili del carro ne sono stati selezionati 50 per lo studio e il restauro, ma rimarranno pezzi isolati, classificati ed esposti singolarmente al termine del lavoro. La ricostruzione del carro sarà virtuale, attraverso un modello 3d che servirà al visitatore per immergersi nel passato e vedere in movimento un mezzo usato nell’età del Ferro. Il progetto è entrato nelle sue fasi operative e sono attualmente in corso il restauro e le analisi delle leghe metalliche.

La nuova ricostruzione tridimensionale del carro a due ruote sarà fruibile in una mostra prevista nel 2024 a Varese e verrà poi esposta nella sala del museo dedicata alla Seconda Tomba di Guerriero. Sarà realizzato anche un filmato per raccontare il progetto e tutte le fasi del restauro. Responsabili scientifici di Back on Track sono Laura Rampazzi e Damiano Monticelli, mentre il coordinamento delle analisi archeologiche è stato affidato a Omar Larentis.

L.C.