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19 mag 2022

"Ha offeso le forze dell’ordine" Quattro mesi al neonazista Limido

L’esponente di estrema destra scatenò una bufera nel 2019 quando il Consiglio concesse la cittadinanza a Liliana Segre

19 mag 2022
rosella formenti
Cronaca

di Rosella Formenti

Condanna a quattro mesi di carcere per oltraggio a pubblico ufficiale più il pagamento delle spese processuali, con pena sospesa, per Alessandro Limido, capo della formazione neonazista varesina Do.Ra. Ieri mattina a Varese il giudice monocratico Andrea Crema ha condannato Limido per le offese alla polizia e al vicequestore di Varese Leopoldo Testa. L’episodio risale al 4 novembre 2019 in occasione della seduta del Consiglio comunale varesino che deliberò di concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. In quella circostanza si presentarono alcuni militanti del gruppo neonazista per entrare nel salone estense, già gremito di persone, la polizia propose loro di far entrare una rappresentanza di due persone, parole che mandarono su tutte le furie Limido che offese la polizia e il vicequestore.

La condanna chiesta dal pubblico ministero Nicola Ronzoni è stata di 6 mesi, mentre i difensori Luca Portincasa e Gabriele Bordoni hanno chiesto l’assoluzione, per la tesi difensiva mancavano le motivazioni da parte delle autorità di pubblica sicurezza per impedire l’accesso all’aula.Il giudice ha invece deciso di concedere le attenuanti generiche. La difesa ha subito annunciato l’appello.

Limido nel mese di gennaio di quest’anno è stato condannato a tre mesi di carcere e 200 euro di multa per una manifestazione non autorizzata a Duno. L’episodio risaliva alla serata tra il 16 e il 17 novembre 2019, quando una cinquantina tra militanti e simpatizzanti di estrema destra si ritrovarono in cima al Monte San Martino, dove ha sede il sacrario di Duno, che ricorda il sacrificio dei partigiani caduti nella battaglia del 15 novembre 1943, già oggetto in passato di imbrattamenti, profanazioni e teatro di manifestazioni neonaziste. Nel novembre 2019 i carabinieri intercettarono i partecipanti, arrivati con fiaccole e striscione, per il giudice si è trattato di una manifestazione non autorizzata.

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