Barasso (Varese), 15 marzo 2016 - Si chiama Abisso dei Mattarelli. È la nuova grotta scoperta al Campo dei Fiori dagli speleologi del Cai di Varese, che dopo numerose sessioni di esplorazione hanno potuto annunciare questa grande e importante novità. L’ingresso della Mattarelli si trova nel territorio comunale di Barasso, nella parte alta del versante meridionale del massiccio: l’abisso è profondo 415 metri e lungo tre chilometri e mezzo, anche se successive esplorazioni potrebbero svelarne dimensioni ben più importanti.

«Si tratta di una grotta molto interessante sotto diversi aspetti - spiega il geologo Alessandro Uggeri, componente del gruppo di speleologi del Cai protagonisti di questa scoperta -. Innanzitutto, è la terza del Campo dei Fiori per profondità dopo la Valle della Stretta (700 metri, ndr) e la Marelli (500, ndr), ma soprattutto è ricca di elementi interessanti dal punto di vista geologico». Alcune gallerie, infatti, sono ricchissime di stalattiti e stalagmiti, con concrezioni anche molto rare. «È certamente una delle grotte più belle del Campo dei Fiori - continua Uggeri -, e potrebbe diventare la più importante. Il fondo è costituito da una frana, e perciò non verrà toccato, però più in alto nella montagna sono presenti altre due grotte, che vorremmo cercare di collegare alla Mattarelli al pari della Nuovi Orizzonti, alla quale si accede dal comune di Luvinate e nella quale si tocca la falda carsica. Inoltre, all’interno di una galleria che scende verso sud è presente un torrente sotterraneo». Nel corso delle loro esplorazioni, gli speleologi del Cai si sono imbattuti in diversi animali. «La grotta Mattarelli - conclude Uggeri - è piena di pipistrelli, e al suo interno, a circa 300 metri di profondità, vi abbiamo trovato anche un ghiro: questo ci ha particolarmente sorpresi».

Giovedì, in Sala Montanari a Varese (ore 21.15), il Gruppo speleologico del Cai presenterà questa nuova scoperta a tutta la cittadinanza. «Sono molto contento - ha commentato il sindaco di Barasso, Antonio Braida -. Si tratta certamente di una risorsa davvero importante per il nostro Comune. Lo è da un punto di vista naturalistico e, speriamo, anche da quello turistico: insieme alle grotte del Remeron, infatti, si potrebbe creare una rete di assoluto valore. Sapevamo inoltre come la montagna sia ricca di torrenti sotterranei, quindi bisognerà studiare anche il flusso delle acque. Mi spiace solo non essere stato avvisato prima dai vertici del Parco regionale Campo dei Fiori, ma ad ogni modo mi auguro che questa grotta abbia uno sviluppo davvero importante».

di PAOLO CANDELORO