Varese, 26 aprile 2018 - Cinquanta firme raccolte in meno di due giorni: è il risultato della mobilitazione dei residenti di via Cesare Battisti al confine tra Saronno e Gerenzano contro l’arrivo del campo nomadi con 4 piazzole di sosta che l’Amministrazione comunale saronnese vuole realizzare per ridurre quello di via Deledda realizzato negli anni Novanta. Ma facciamo un passo indietro. Giovedì sera in consiglio comunale la maggioranza leghista, su input dell’Amministrazione del sindaco Alessandro Fagioli ha approvato lo sdoppiamento del campo nomadi stanziale di via Deledda. A spiegare il progetto è stato il vicesindaco e assessore al Bilancio Pier Angela Vanzulli: «Si parla del campo nomadi di via Deledda. Avevamo bisogno di eliminare 4 piazzole per far spazio al ponte sul torrente Lura realizzato da privati, per dare una possibilità a un’azienda di allargarsi e anche per cercare di risolvere alcuni problemi dall’inquinamento del corso d’acqua dove spesso si trovavano rifiuti domestici alle incursioni alla vicina discarica».

La convenzione era scaduta nel 2009: «Per prima cosa abbiamo dato la possibilità alle famiglie interessate di spostarsi in appartamenti - ha spiegato Vanzulli - Proposta che non è piaciuta tanto che hanno chiesto un terreno per continuare con la stessa modalità di vita. Una soluzione che il sindaco Alessandro Fagioli ha deciso di accettare dopo una serie di incontri con gli interessati». Quindi il Comune darà un terreno, precisamente in via Grandi, arteria al confine con Uboldo e Gerenzano, in diritto di superficie. Si creeranno 4 piazzole, una strada d’ingresso e i necessari sottoservizi. Si concederà diritto di superficie per 40 anni e il Comune a titolo di rimborso avrà 340 euro annuali dalle famiglie per quarant’anni. Una decisione che ha colpito come una doccia fredda i residenti di via Cesare Battisti: «Il nostro è un quartiere residenziale di villette con diversi problemi di viabilità legata anche alle presenza delle scuole, è difficile pensare di poter realizzare un campo nomadi: qui creerebbe problemi non solo sul valore delle case e ma anche di tipo urbanistico. Altro aspetto è quello dell’assoluta mancanza di informazione dall’Amministrazione saronnese, tanto che abbiamo appreso la notizia dai social e dai giornali». Da qui la decisione di mobilitarsi con la raccolta firme, una cinquantina solo in un paio di giorni, e anche chiedendo un incontro al sindaco Ivano Campi: «Abbiamo deciso di attivare prima la nostra Amministrazione che ci ha già fissato un primo incontro per domani (oggi, ndr). In seconda battuta chiederemo un confronto anche all’Amministrazione saronnese».