Nicolò Martinenghi in piscina prima di una gara
Nicolò Martinenghi in piscina prima di una gara

Varese, 25 marzo 2020 -  "Prima viene la nostra salute e poi tutto il resto". Non ha dubbi Nicolò Martinenghi. Anche il campione varesino si è dovuto fermare per l’emergenza: il classe’99, tesserato per Nuoto Club Brebbia e Fiamme Oro, sta passando questo periodo di stop, ad Azzate, in famiglia.

Martinenghi cosa pensa di quest’emergenza?

"Purtroppo è una brutta situazione, sopratutto qui in Lombardia, e per questo noi dobbiamo fare la nostra parte rimanendo a casa. Io in particolare, che gareggio per il gruppo della Polizia di Stato, devo essere un esempio positivo per gli altri. Sono in costante contatto con le Fiamme Oro che ti tengono aggiornati sull’evolvere della situazione".

Fino a quando si è allenato?

"Fino a sabato ho nuotato regolarmente alla piscina Samuele a Milano. Nelle ultime due settimane sono sempre andato lì, facendo una seduta al giorno. Ci siamo dovuti spostare a Milano io e il mio allenatore, Marco Pedoja, perché la piscina di Brebbia ha dovuto chiudere definitivamente anche per noi".

Ora ha deciso di smettere?

"Questa, in teoria, era la settimana di scarico dopo gli Assoluti di Riccione, che alla fine non si sono disputati per l’emergenza coronavirus. Per questo motivo non entrerò in acqua ma, comunque, seguirò un programma di allenamento a secco che mi ha girato il mio preparatore atletico. Settimana prossima dovrei riprendere, anche se ormai la kermesse olimpica è rimandata: avevo preso il pass a dicembre, mi stavo allenando bene, e ci tenevo molto".

Per lei quale sarebbe stato il periodo migliore per le Olimpiadi di Tokyo?

"Fino a poco tempo fa il Cio aveva detto che si sarebbero svolte regolarmente. Alla fine ieri, dopo il dietro front di diverse federazioni come quella del nuoto e atletica leggera degli Stati Uniti, il Comitato Olimpico ha ufficializzato che si faranno nell’estate 2021. Io sono contento di questa decisione".

Come mai?

"Noi non siamo macchine: soprattutto nel nuoto, se stai fermo quasi un mese, dopo riprendere non è così semplice come si crede. Noi abbiamo una sensibilità in acqua che è diversa da quella a terra. Se la perdiamo non è così facile riprendere da un giorno all’altro. Io ho avuto la fortuna di potermi allenare regolarmente, ma non tutti i nuotatori hanno avuto questa chance. Per questo, per essere tutti sullo stesso livello, è giusto che le Olimpiadi vadano posticipate al 2021: io voglio gareggiare contro avversari che abbiamo la mia stessa preparazione e non voglio vincere usando una “corsia preferenziale” come questa che in gara sarebbe stata molto evidente".