Cittiglio (Varese), 12 maggio 2018 - Un tweet decisamente offensivo, su più fronti, potrebbe costare molto a un ginecologo varesino in servizio all’ospedale di Cittiglio. L’Asst Sette Laghi apre un’inchiesta, mentre Emanuele Monti (Lega) neo presidente della commissione regionale Sanità parla di fatto “gravissimo” lesivo “dell’immagine della sanità lombarda”. A far scoppiare il “bubbone” è stata Selvaggia Lucarelli, opinionista televisiva (attualmente sugli schermi di Rai1 come giudice della trasmissione Ballando con le Stelle) e blogger di fama internazionale che quel tweet non soltanto lo ha scovato a 4 anni di distanza, ma lo ha anche stigmatizzato sollevando un’ondata di indignazione. Il ginecoloco (il cui profilo Twitter è stato chiuso dopo l’esplosione della vicenda) nel 2014 ha avuto la brillante idea di scrivere pubblicamente che "più lavoro più trovo una giustificazione all’omosessualità maschile: il 90% delle donne è veramente..." e ha aggiunto un aggettivo inequivocabile e volgare sulla non appetibilità sessuale delle donne in questione.

Un'amica della Lucarelli le ha segnalato il tweet mandando la blogger su tutte le furie: "Una mia amica incinta cerca informazioni sui ginecologi dell’ospedale di Cittiglio – scrive la blogger – e mi segnala un tweet di uno dei ginecologi che lavorano lì. Uno prende una laurea, studia anni, poi usa i social così. Bah". Lo specialista in questione lavora all’Asst Sette Laghi. L’azienda ha deciso di aprire un’inchiesta per capire se quelle dichiarazioni siano effettivamente state fatte dallo specialista e, in caso di risposta affermativa, quali vie intraprendere anche per tutelare l’immagine dell’ospedale dove lavora il medico. E Monti aggiunge: "Le frasi tweettate da questo specialista medico sono molto gravi e anche se risalgono a 4 anni fa meritano comunque provvedimenti".

"La direzione generale dell’Asst – spiega Monti – sta già provvedendo alle verifiche del caso e auspico che se le cose saranno confermate vengano presi provvedimenti esemplari nei confronti di questo medico. Purtroppo, considerato il livello delle esternazioni, siamo ben lontani da qualsiasi questione inerente la libertà di parola. Si è sfociato infatti nell’insulto gratuito e sessista, rivolto a tutto il genere femminile. Un comportamento che non possiamo accettare in quanto assolutamente fuori luogo per un professionista che presta servizio nel sistema sanitario regionale. Bene ha fatto Selvaggia Lucarelli ad accendere un riflettore su qualcosa che, nel mare della rete, era chiaramente sfuggito al controllo di chi di dovere".