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Cardano al Campo (Varese), 1 luglio 2014 - Un anno è passato dalla sparatoria al Municipio di Cardano al Campo, a seguito della quale morì il sindaco Laura Prati.  Il 2 luglio 2013 Laura Prati era in municipio, insieme con il vicesindaco Costatino Iametti, quando è stata stata ferita con due colpi di 7.65 all’addome e a una gamba da Giuseppe Pegoraro, l’ex vigile sospeso. Nella giornata di oggi si è svolta una cerimonia per ricordare il sindaco morto dopo settimane in bilico tra paura e speranza. Presenti alla cerimonia anche i figli della donna oltre a esponenti della istituzioni. Presenti l'ex vicesindaco Iametti, anch'egli rimasto ferito e il ministro della difesa Roberta Pinotti che hanno deposto un mazzo di fiori sulla scrivania del sindaco ucciso.

"Oggi il mio pensiero e il mio abbraccio va a i suoi famigliari". ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, a margine della visita alla base Nato di Solbiate Olona (Varese). "Stiamo pensando - ha fatto sapere - di dedicarle una sala del Palazzo della Regione, per mantenere vivo il ricordo del suo sacrificio. Stiamo organizzando la cosa insieme al presidente del Consiglio regionale e al capogruppo del suo Partito. E' un giusto riconoscimento a una persona che ha dato la vita per l'esercizio di una funzione pubblica".

Intanto il Comune di Cardano al Campo e l'ex vicesindaco Costantino Iametti si sono costituiti parte civile nel processo con rito abbreviato a carico di Giuseppe Pegoraro. Il gup di Busto Arsizio Alessandro Chionna oggi ha accolto le richieste di costituzione avanzate del Comune e da Iametti, che si aggiungono quindi all'elenco delle parti civili composto dalla Cgil, dai familiari di Laura Prati e dai due agenti di polizia contro i quali Pegoraro esplose alcuni colpi di pistola durante la fuga. Sono stati nominati inoltre i consulenti che effettueranno per conto del gup, della Procura e della difesa le perizie psichiatriche sull'uomo e gli accertamenti sul nesso causale tra le ferite subite da Laura Prati e l'aneurisma che la colpì al termine di un intervento all'ospedale di Varese, provocando la morte.