A caccia di fantasmi nel monastero
A caccia di fantasmi nel monastero

Cairate (Varese), 13 dicembre 2017 - Realtà e sogno si mescolano nel monastero di Cairate, dove, secondo la leggenda e secondo gli indagatori del paranormale, si aggira ancora oggi, immutata nei secoli e seducente, la regina longobarda Manigunda, che nel 737 fondò il monatero stesso, dopo essere guarita da una malattia bevendo l’acqua alla fonte della vicina Bergoro. Il mistero del fantasma della regina è nato dal ritrovamento, nel Cinquecento, di alcuni teschi e di un sarcofago che racchiudeva il corpo di una donna elegantemente vestita. Ed è stato rafforzato da una foto che ritraeva una figura evanescente, scattata da un operaio il 14 giugno 2012 durante i lavori di ristrutturazione del complesso. Senza contare che sono in molti ad assicurare di aver sentito piangere all’interno dell’edificio.

La leggenda di Manigunda negli anni ha varcato i confini cairatesi. Tanto che nelle scorse settimane due gruppi di ricerca su fenomeni paranormali, l’Italian Paranormal Research di Forli e il Ghost Note Crew di Lecce, hanno unito gli sforzi per compiere rilevazioni all’interno delle varie stanze dell’antico monastero varesino. Il risultato che ne è emerso è sorprendente: gli investigatori del paranormale a caccia di Manigunda hanno minuziosamente analizzato le stanze dove erano un tempo le monache, utilizzando speciali rilevatori, grazie ai quali hanno avvertito ciò che definiscono “anomalie” e “segnali”. Tra di essi alcuni rumori di forte entità, che testimonierebbero la presenza del fantasma. Il lavoro compiuto dai ricercatori dei due gruppi è stato documentato in un video messo poi su Youtube. E sempre su Youtube si può trovare anche un altro video simile, quello realizzato nel monastero di Cairate dal Gruppo ricerca paranormale di Imola nel gennaio di quest’anno.

La presenza del fantasma della nobildonna longobarda ha peraltro ispirato anche l’universo dell’arte, come dimostrao l’esposizione intitolata proprio «Apparizioni» allestita alcuni mesi fa. Di certo la possibile presenza dell’anima tormentata di Manigunda all’interno del monastero cairatese continua a suscitare interesse. E ad essere catalizzatore di un’attenzione che porta mito e storia a confondersi costantemente.