Tabaccaia
Tabaccaia

Varese, 18 agosto 2019 - «Avviso pubblico: la registrazione del video sarà presto nelle mani della polizia con relativa denuncia». Il post secco è stato scritto a corredo di un video palesemente registrato da una telecamera di sicurezza che mostra una ragazzina sullo sfondo in short e canottiera che ride mentre almeno tre ragazzi, di età probabilmente compresa tra i 16 e i 18 anni, sferrano dei calci. L’autrice del post è Tiziana Colombo, titolare dell’omonima tabaccheria di piazza Garibaldi a Busto Arsizio, pieno centro, salotto buono della quinta città più grande di Lombardia (come sottolineano spesso gli amministratori), da anni frequentata da bande di ragazzini che si dedicano al vandalismo (nei casi meno gravi) e alle rapine ai danni di coetanei (nei frangenti estremi).

Colombo l’altro ieri sera ha detto basta e ha postato le prove e i volti dei protagonisti dell’ennesimo gesto di maleducazione «a voler essere gentili», dice, di cui si è ritrovata vittima. Ha postato le immagini che sono rimbalzate un po’ ovunque online seguendo un semplice ragionamento: la punizione peggiore all’epoca dei social è proprio questa. Essere mostrati al mondo mentre si fa qualcosa di estremamente stupido. «La mia speranza – spiega la tabaccaia – è che i genitori di questi ragazzi li riconoscano e prendano provvedimenti. Sono anni che la situazione continua a degenerare: questa volta ho detto basta. Voglio che qualcuno mi ripaghi il danno subito». È la commerciante, seconda generazione di tabaccai in città, a spiegare cosa i ragazzi stessero facendo nel video: «Prendevano a calci il mio distributore di sigarette – spiega – Una macchina che costa 36mila euro e che, già in passato, mi è stata devastata. Qualcuno l’ha presa a calci indossando scarponi da sci e poi ha terminato utilizzando gli sci stessi, la notte della Vigilia di Natale».

La macchina ha al suo interno una telecamera che in condizioni di normalità resta “dormiente”: «La legge vieta di riprendere in modo continuativo il suolo pubblico per questioni di privacy – dice Colombo – Il distributore è però dotato di questo sistema di sicurezza: se viene colpito con estrema forza per almeno tre volte, la telecamera si attiva e riprende chi, evidentemente, sta causando il danno». Il danno che lamenta la tabaccaia riguarda il mancato incasso: «Alle 21.30 di venerdì sera il distributore ha smesso di funzionare per tutta la notte – spiega la commerciante – Quella macchina, e posso provarlo, incassa in media dai 700 agli 800 euro a nottata. Questa mattina (ieri per chi legge) l’incasso era di 185 euro. Inevitabile visto che non ha lavorato per quasi 10 ore. Chi mi ripagherà del mancato guadagno? Questi ragazzi forse non si rendono conto di cosa causano rompendo senza ragione, per stupidità, le cose altrui. E allora ho pensato che metterli davanti al fatto compiuto sarebbe stato molto educativo».