Marnate (Varese), 16 apriel 2018 - Oltre un centinaio di persone, volontari della Protezione civile e semplici cittadini hanno partecipato ieri mattina alle operazioni di pulizia del Bosco del Rugareto, l’area boschiva che si estende nei comuni di Marnate, Gorla Minore, Cislago e Rescaldina. Presenti anche i sindaci dei quattro paesi che hanno deciso per l’iniziativa di unire le forze con lo scopo anche di lanciare un messaggio importante, “vogliamo riappropriarci di questa parte di territorio che i nostri concittadini devono poter frequentare con tranquillità”.

Già, un’area che purtroppo negli ultimi anni è diventata luogo di spaccio, quindi motivo di forte preoccupazione per le amministrazioni comunali. I controlli da parte delle forze dell’ordine hanno però portato importanti risultati, l’ultimo l’altro giorno, proprio alla vigilia della mattinata dedicata alla pulizia del bosco del Rugareto, con l’arresto da parte dei Carabinieri del marocchino ritenuto il capo della banda di spacciatori che hanno la loro “piazza” proprio nella radura. Le manette sono scattate al termine di un’attività di indagine durata mesi, con appostamenti nella zona per controllare i movimenti di spacciatori e clienti. L’altro giorno l’arresto del capo. «Ringraziamo i carabinieri – ha commentato ieri mattina il sindaco di Marnate Marco Scazzosi, tra i partecipanti alle pulizie del Rugareto – è un risultato importante, il nostro auspicio è che il livello di attenzione e i controlli su quest’area restino alti, è importante per per far sì che la gente li possa frequentare senza problemi. Dobbiamo riappropriarci di questo ambiente, cercheremo di valorizzare con una serie di iniziative». Intanto ieri mattina oltre 100 persone si sono date da fare in vari punti del bosco del Rugareto. Nei sacchi sono finiti rifiuti di ogni tipo. E gli spacciatori? Qualche movimento strano di auto è stato notato da Vittorio Landoni, sindaco di Gorla Minore, come gli altri colleghi sindaci di Marnate, Cislago e Rescaldina impegnato nella rimozione dei rifiuti, «ho visto comportamenti sospetti – ha raccontato – evidentemente abbiamo “disturbato” e quelle auto si sono subito allontanate». «La nostra presenza con i cittadini che hanno partecipato è un segnale forte – ha detto ancora Landoni – vogliamo far capire che questi boschi devono tornare nostri».