Daniele Pozzi durante un momento di relax
Daniele Pozzi durante un momento di relax

Varese, 24 settembre 2019 - Quattro medaglie d’oro al collo mostrate con soddisfazione e orgoglio. Quando Daniele Pozzi le condivideva sul proprio profilo Facebook, nel primo pomeriggio di domenica, non avrebbe mai pensato che fossero le ultime. Il varesino di 23 anni aveva un sogno: voleva diventare un body builder professionista. La morte, l’ennesima tra i culturisti, non gliel’ha permesso. A trovare il corpo senza vita nel letto di un hotel di Padova è stata la fidanzata, che era con lui nell’albergo. Ha lanciato l’allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo radiomobile. La stanza del body builder è stata subito passata ai raggi X dai militari che non hanno rinvenuto nulla di rilevante. Morte naturale, è l’ipotesi più probabile che filitra dopo i primi accertamenti. Ma il mistero resta e il corpo è stato trasportato all’obitorio di Padova e affidato all’autorità giudiziaria, che ha disposto l’autopsia per far piena luce sulle cause del decesso. 
 
Pozzi si trovava da alcuni giorni in Veneto per partecipare alla Yamamoto Cup, evento di body building che si è svolto nel fine settimana negli spazi della fiera di Padova. L’atleta varesino ha conquistato quattro medaglie d’oro, subito postate sulla sua pagina Facebook. Sempre sui social, scriveva di aver raggiunto una grande condizione, ringraziando il suo coach per il percorso di crescita. Dalle parole accanto alle foto pubblicate nei giorni scorsi traspariva tutta la passione che viveva per questa disciplina. In poche ore tanti amici e conoscenti, increduli per la tragedia improvvisa, hanno voluto dimostrare il proprio cordoglio. «Non ci sono parole per una morte così prematura», uno dei messaggi. «Buon viaggio amico mio, voglio ricordarti all’inizio di una avventura», un altro saluto. E poi ancora: «Troppo giovane, che dispiacere enorme». 

Daniele Pozzi era molto conosciuto nell’ambiente del body building, a cui si era avvicinato dopo un passato da lanciatore di martello. Disciplina che aveva intrapreso nella società dell’Atletica Gavirate, dove lo ricordano come un bravo atleta e una bella persona. Gli amici appassionati di body building lo descrivono come una persona allegra e solare, che si impegnava sempre molto. Il culturismo e il mondo delle palestre non erano solo una passione per lui, ma anche una professione. Pozzi era infatti un personal trainer e lavorava anche come addetto alla sicurezza per locali ed eventi, soprattutto in Canton Ticino. Il suo sogno, però, era quello di diventare un body builder professionista. Un sogno stroncato definitivamente.  -