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14 mag 2022

Aumento in busta paga per andare al lavoro in bici

Lotta allo smog, è l’ultima novità che si sono inventati in Canton Ticino per convincere residenti e anche i frontalieri varesini

Una trentina di imprenditori finanzierò l’iniziativa che guarda alla difesa dell’ambiente favorendo il più possibile la mobilità sostenibile
Una trentina di imprenditori finanzierò l’iniziativa che guarda alla difesa dell’ambiente favorendo il più possibile la mobilità sostenibile
Una trentina di imprenditori finanzierò l’iniziativa che guarda alla difesa dell’ambiente favorendo il più possibile la mobilità sostenibile

Pagati per andare al lavoro, a patto che ci arrivino in bicicletta. È l’ultima che si sono inventati in Canton Ticino per convincere i lavoratori, frontalieri compresi, a lasciare a casa l’auto e risolvere in un colpo solo il problema dell’inquinamento e delle code. Il progetto, ancora sperimentale, rientra nel Piano di mobilità messo a punto dai comuni di Balerna, Chiasso e Novazzano dove ogni giorno migliaia di frontalieri si mettono in coda diretti verso le aziende dei distretti industriali e i poli del commercio e della logistica. In accordo con una trentina di imprenditori, i quali finanzieranno l’iniziativa, a tutti i lavoratori è stato proposto un incentivo fino a 40 franchi al mese (poco più di 38 euro) a patto che scelgano di andare sul posto di lavoro pedalando.

Di sicuro non diventeranno ricchi, ma oltre ad aiutare l’ambiente potranno mantenersi in forma. A monitorare i loro spostamenti e anche i loro sforzi sarà una App appositamente predisposta che misurerà e verificherà, grazie al GPS del cellulare, i loro spostamenti. Ad ogni chilometro percorso pedalando coinciderà un bikecoin e alla fine del mese il credito virtuale sarà convertito in franchi. "Gli obiettivi del programma "bikecoin" sono molteplici – spiegano oltreconfine - stimolare i collaboratori delle aziende a recarsi in modo sostenibile sul luogo di lavoro tramite un incentivo economico, potendo anche confrontarsi in modo giocoso con i colleghi. Inoltre dedicare alle aziende un programma di incentivazione, integrabile nella propria politica di mobilità aziendale, finalizzato all’utilizzo della bicicletta e non al semplice acquisto. Infine dotare i Comuni di uno strumento di promozione e pianificazione della mobilità ciclabile per i tragitti casa-lavoro, dove le esigenze di trasferimento dall’automobile ad altri mezzi di trasporto sono maggiori, in particolare nelle ore di punta caratterizzate da congestionamenti stradali.

I dati raccolti saranno anonimizzati ed analizzati, assieme alle eventuali segnalazioni degli utenti, per verificare l’adeguatezza dei percorsi esistenti e in progetto dedicati alle biciclette".

Un sondaggio svolto nei mesi scorsi tra i lavoratori ha evidenziato che il 67% dei tragitti pendolari viene effettuato in automobile, il 14% con i trasporti pubblici, l’8% in moto o scooter, il 6% a piedi e solo il 2% in bicicletta: percentuale che questa iniziativa punta a rendere molto più sostanziosa andando a erodere la percentuale di chi si sposta in automobile.

"Seppur sfruttate attualmente da pochi, la mobilità lenta potrebbe potenzialmente essere scelta da un collaboratore su due e la mobilità condivisa da due collaboratori su tre. Per quest’ultima, oltre all’ulteriore promozione dei mezzi pubblici, si propongono anche delle soluzioni di navette e furgoncini aziendali sui percorsi transfrontalieri senza relazioni di trasporto pubblico". Il progetto prenderà il via lunedì e terminerà il prossimo 13 novembre, ma l’obiettivo è di confermarlo anche l’anno prossimo e anzi incentivarlo. A partire dall’autunno 2022 infatti i Comuni invitano le aziende ad aderire a un progetto pilota per la realizzazione di due linee di navette interaziendali concepite sia per i lavoratori a turni che per quelli a giornata.

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