Protesta dei lavoratori Air Italy a Malpensa
Protesta dei lavoratori Air Italy a Malpensa

Malpensa (Varese), 14 febbraio 2020 - Licenziamento collettivo per tutti i 1.450 dipendenti Air Italy. E' la prospettiva cui vanno incontro i lavoratori della compagnia aerea dopo che questa mattina i liquidatori hanno illustrato la procedura di liquidazione in bonis ai dirigerenti riuniti in conference call a Olbia e Malpensa. Di questi lavoratori, 900 sono nell'hub di Malpensa, il resto nella sede storica di Olbia.

La liquidazione in bonis ha un iter che prevede 75 giorni di tempo, quindi entro maggio, per dare corso al licenziamento collettivo. Una prospettiva che si starebbe cercando di scongiurare. "I liquidatori hanno illustrato ai dipendenti la possibile evoluzione della procedura di liquidazione, confermando l'intenzione di adottare tutte le misure possibili di sostegno al reddito, compatibili a norma di legge con la procedura di liquidazione stessa". È quanto si legge nella nota ufficiale di Air Italy dopo la call conference. "Verranno prese in considerazione tutte le possibilità di cessione di rami d'azienda - si precisa - che comprendano il possibile mantenimento di tutti o di parte dei posti di lavoro". 

Dura la reazione dei sindacati. "Lo stop delle attività di Air Italy e di Ernest Airlines sono inaccettabili e sono purtroppo solo l'inizio del tracollo. Nonostante la situazione gravissima, ancora non ci è giunta una convocazione urgente dai Ministri De Micheli, Patuanelli e Catalfo". Lo dichiarano unitariamente Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl TA, che proseguono: "Sono mesi che inascoltati stiamo lanciando l'allarme sullo stato di abbandono in cui riversa il trasporto aereo, giunto ormai a un livello di emergenza tale da essere sull'orlo della incontrollabilità. Il trasporto aero è strategico per la mobilità e il turismo in arrivo, rappresenta una percentuale importante di Pil e dà occupazione a decine di migliaia di lavoratori in tutta Italia, ma Governo e ministri non sembrano dare la dovuta rilevanza politica a tutto questo. E' urgentissima una convocazione interministeriale ai massimi livelli - proseguono - e chiediamo che anche il presidente del Consiglio Conte si attivi, visto il silenzio dei suoi ministri. Non c'è più tempo - concludono - la politica svolga il proprio ruolo".