BATTAGLIA Una manifestazione del comitato che si oppone al termovalorizzatore di Borsano
BATTAGLIA Una manifestazione del comitato che si oppone al termovalorizzatore di Borsano

Busto Arsizio, 11 luglio 2018 - Quando il nuovo consiglio di amministrazione di Accam si è insediato, nel dicembre 2016, presidente e consiglieri si sono trovati un piano industriale piuttosto impegnativo da portare avanti, con una data definita per la chiusura, il 2021, e il 2022 per la liquidazione della società. Ieri la presidente Laura Bordonaro e tre consiglieri; Giovanni Ciceri, Fabio Tonazzo e Gabriella Calvi, hanno fatto il punto della situazione sottolineando l’impegno del cda per garantire da qui al 2021, la continuità aziendale. Ed è stato annunciato anche l’avvio nel mese di agosto della raccolta di rifiuti speciali ospedalieri, intervento svolto all’interno del sedime di Accam da un’altra società, che recupererà i contenitori di plastica svuotati del contenuto speciale da incenerire invece nel termovalorizzatore. Ha spiegato la presidente Bordonaro: «Entrerà un utile che aiuterà a tenere calmierate le tariffe e a sostenere la continuità aziendale».

In merito alle tariffe che tanto hanno fatto discutere nell’ultima assemblea dei 27 Comuni soci, sono in corso gli aumenti introdotti nei nuovi contratti-ponte che in questo momento permettono ai Comuni di continuare a conferire rifiuti nel sito in via Arconate. Un ritocco alle tariffe in funzione della continuità aziendale della società per cui nel 2019, ha detto Laura Bordonaro, «si tornerà all’utile di bilancio». Ma si fanno i conti anche con il mancato ricavo, nel 2017 pari a quasi un milione di euro, determinato dal fatto che ci sono Comuni soci (7) che non conferiscono tutti i rifiuti ad Accam. «Il Cda – ha continuato la presidente – è chiamato a lavorare per il meglio per dare esecuzione a quanto chiesto dai soci, il 2017 è stato difficile, siamo intervenuti sulla ristrutturazione dell’impianto con un fermo delle linee del termovalorizzatore per tre mesi, risolto il problema con la società che gestisce l’impianto con la quale c’era un importante debito, ma ce l’abbiamo fatta».

Accam, ha spiegato Bordonaro, si trova in un «momento di passaggio». A decidere il futuro di Accam saranno i soci che nei prossimi mesi dovranno scegliere lo scenario tra quelli delineati dal tavolo di tecnici. Intanto al momento di sicuro c’è che si va avanti fino al 2021 e bisogna garantire la continuità aziendale. Poi un messaggio ai comitati ecologici: «La porta è sempre aperta», ha sottolineato la presidente ricordando che l’impianto è continuamente monitorato da Arpa. Quanto agli interventi sui filtri hanno permesso di abbassare i livelli di emissioni tanto che quelli del Nox (ossido di azoto) sono addirittura più bassi rispetto ad altri impianti lombardi ed europei. Ma l’attenzione nei prossimi mesi sarà sulla decisione dei soci. «Attendiamo la conferma dell’attuale piano industriale oppure un piano diverso – ha detto ancora Bordonaro – dobbiamo sapere che cosa fare per condurre l’azienda e per il bene della società che è un patrimonio pubblico» e conta su risorse umane che, secondo il cda, non devono essere disperse.