L’ordinanza di sfratto tentata  ma non eseguita lo scorso 19 settembre
L’ordinanza di sfratto tentata ma non eseguita lo scorso 19 settembre

Trezzano sul Naviglio (Milano), 27 novembre 2018 - Sui social i lavoraotir della RiMaflow hanno iniziato a pubblicare il countdown un mese fa e il momento temuto è arrivato: mercoledì ci sarà lo sfratto per le persone che hanno creato una piccola cittadella dei mestieri e altre attività di autofinanziamento nel capannone di via Boccaccio.

Lì un tempo c’era la fabbrica Maflow, caduta in fallimento sei anni fa. Da allora i lavoratori si sono dati da fare, creando impiego all’interno della fabbrica per rimettere in pista 120 impiegati. Un percorso che ha incontrato un’ombra ad agosto, quando il nome di RiMaflow finisce nelle carte di un’inchiesta su traffico illecito di rifiuti, che ha portato all’arresto del presidente della cooperativa Massimo Lettieri (ora ai domiciliari) il cui avvocato continua a proclamarne l’innocenza. Il rischio sgombero era stato paventato a settembre, quando la proprietaria dell’area (UniCredit) ne ha rivendicato la disponibilità. Un’altra società, la Virum, avrebbe dovuto dare alla ban ca i soldi dell’affitto dell’area che RiMaflow le versava. Ma si è volatilizzata con crediti e debiti. L’ufficiale giudiziario ha rimandato il provvedimento fino a domani.

«UniCredit Leasing non accetta la regolarizzazione dell’occupazione, come proposto anche dalla Prefettura di Milano per l’alto valore sociale dell’esperienza operaia di tutti questi anni, anni in cui la fabbrica sarebbe magari stata riempita di rifiuti poi dati alle fiamme, come succede spesso», dicono da RiMaflow e chiamano in causa le istituzioni, colpevoli di «non aver dato una mano a regolarizzare la situazione. Ora si cancellerà un esempio straordinario». Domani mattina chiederanno di nuovo un tavolo di negoziazione. «È un’ingiustizia.Aspettiamo tutti coloro che ci sostengono per il presidio contro un provvedimento che atterra un’intera comunità».