Marilina Sciortino del Comitato della Marchesina
Marilina Sciortino del Comitato della Marchesina

Trezzano sul Naviglio (Milano), 8 marzo 2019 - Analisi delle polveri ferrose sui davanzali del quartiere Marchesina: gli esiti non combaciano. Se i risultati dei campionamenti promossi dall’amministrazione comunale hanno riscontrato «sferule composte da ferro, fibre di amianto e altre sostanze organiche e minerali», le analisi volute dai comitati e dalle associazioni del territorio hanno fissato agenti inaspettati, che potrebbero rappresentare una seria minaccia per la salute pubblica. Tanto che nei prossimi giorni verrà depositata una denuncia per inquinamento ambientale contro ignoti. «Anche se i risultati sono in parte differenti – spiegano Marilina Sortino e Cristina D’Alessandro del comitato Marchesina – quello che accomuna entrambe le rilevazioni è la necessità di approfondire i controlli e capire l’origine delle sostanze disperse nell’area e finite sulle nostre finestre».

Nei risultati delle analisi volute dai comitati cittadini e dalle associazioni del territorio è risultato che nel campione consegnato all’azienda, circa 300 grammi di quella che apparentemente sembra banale polvere raccolta sui balconi, sono presenti: bario, piombo, nichel, rame, stagno, molibdeno, vanadio e idrocarburi della categoria C10 e C40. C’è tutto tranne che il ferro. «È nostro diritto capire cosa respiriamo» dicono i cittadini che hanno deciso di autotassarsi nuovamente e continuare nell’analisi. Obiettivo? Accertare le concentrazioni di questi elementi e capire fino a che punto sono pericolosi per la salute dei residenti.

Ancora una volta in prima linea i comitati cittadini, la lista civica Controcorrente e il Movimento 5 Stelle. «Questo problema si trascina da novembre senza che siano stati assunti concreti provvedimenti – spiega Giuseppe Russomanno – abbiamo quindi deciso di presentare una denuncia contro ignoti. Vogliamo capire la reale gravità della situazione e cosa fare per salvaguardare quella salute dei trezzanesi che, al momento, sembra essere messa in secondo piano. Infatti, se dovessimo riscontrare gravi criticità, chi risarcirà i cittadini? Iil Comune?». Nei prossimi giorni saranno quindi collocati su alcuni balconi del territorio degli strumenti particolari che dovrebbero consentire di andare oltre le segnalazioni degli agenti ferrosi acquisite attraverso i laboratori. Parallelamente bisognerà analizzare gli elementi delle lavorazioni industriali del territorio e dei comuni confinanti per verificare l’origine di queste presenze scomode. Sulla necessità di individuare eventuali colpevoli si era espresso anche il sindaco Fabio Bottero girando la relazione tecnica agli enti competenti: «Ora Arpa e Ats si attivino con analisi puntuali e una campagna ambientale e se si tratta di inquinamento ambientale, i responsabili vengano individuati» .