I vigili del fuoco davanti allo stabilimento a Trezzano
I vigili del fuoco davanti allo stabilimento a Trezzano

Trezzano sul Naviglio (Milano), 23 settembre 2019 - Sono stazionarie le condizioni dei feriti dopo l’esplosione di venerdì pomeriggio nel capannone della “Tree of Light”, l’azienda di via Edison che tratta e commercializza cannabis light. I due più gravi, i fratelli Palumbo, Giuseppe (25 anni) titolare dell’azienda e Sergio (20 anni), sono ricoverati nei reparti di terapia intensiva degli ospedali Niguarda di Milano e San Gerardo di Monza. Sono sedati in attesa che questa mattina almeno per quanto riguarda il più giovane dei due, i medici provino ad aprire quelle che sono chiamate “finestre temporali” per vederne la reazione. Meno grave, invece, la situazione di Saverio Sergi, il 67enne coinvolto nell’incendio dello stabilimento.

Intanto si scava, si cerca di fare chiarezza su cosa abbia causato l’esplosione all’origine dell’inferno. Nel capannone al civico 36, una struttura commerciale frazionata in tante attività indipendenti, uno degli elementi della lavorazione era il butano. Migliaia di bombolette sono state trovate all’esterno e all’interno dell’edificio e secondo le ricostruzioni dei vigili del fuoco sarebbero stati proprio quei contenitori a fare da detonatori per le numerose esplosioni avvertite dagli artigiani presenti nei capannoni limitrofi. Ma perché? Una delle ipotesi avanzate, ma che deve trovare conferma, è quella del tipo di butano utilizzato. Potrebbe essere stato acquistato del gas inodore che fuoriuscito per qualche motivo dalla struttura avrebbe poi saturato l’ambiente scatenando le fiamme. Solo i sopralluoghi e le indagini dei prossimi giorni saranno in grado di dare risposte concrete. Nel frattempo si hanno poche certezze, oltre al dramma che ha coinvolto le famiglie dei feriti che stanno vivendo momenti di angoscia per quello che è l’ennesimo incidente sul lavoro di questo 2019.