I carabinieri davanti all'abitazione del pensionato
I carabinieri davanti all'abitazione del pensionato

San Giuliano Milanese (Milano), 8 dicembre 2017 - In silenzio davanti al gip. Si è avvalso della facoltà di non rispondere J.C.D., il badante 34enne salvadoregno arrestato per l’omicidio di Antonio Izzo, il 71enne di San Giuliano, residente in via Verdi, ucciso il 26 novembre. L’uomo, che ai carabinieri di San Donato Milanese durante l’interrogatorio in caserma ha ammesso di aver ucciso Izzo "perché non voleva essere licenziato", è rinchiuso da mercoledì nel carcere di Lodi. Quella di Antonio Izzo, ex dipendente della stazione sperimentale dei combustibili di San Donato, da anni in pensione, che viveva da solo, non è stata dunque una morte per cause naturali come apparso in un primo momento agli inquirenti. A scoprire il cadavere, qualche ora dopo il delitto, era stato un giovane italiano che il giorno successivo avrebbe dovuto prendere servizio come nuovo badante. Il corpo del pensionato era riverso sul pavimento della camera da letto, composto e senza segni di violenza.

Solo l’autopsia ha permesso di chiarire che si trattava di un delitto. E così, il salvadoregno è stato arrestato nella notte fra lunedì e martedì dai militari che sono andati a prelevarlo nella casa della cugina, a Milano, dove viveva negli ultimi giorni. In tasca aveva già un biglietto aereo, comprato con i soldi spediti da alcuni familiari, che l’avrebbe riportato in patria la mattina successiva (il 5 dicembre) alle 8.30. La Procura di Lodi ha individuato anche il movente dell’omicidio: a scatenare l’ira del 34enne è stata la decisione del pensionato che, dopo circa un mese e mezzo, scontento del lavoro svolto dal salvadoregno, sia per il comportamento che per le difficoltà linguistiche, gli ha dato il benservito acconsentendo comunque a ospitarlo ancora per qualche giorno fino a che non avesse trovato una nuova sistemazione.

E così si è consumata la tragedia, con il badante che ha soffocato Izzo, probabilmente con un cuscino o un asciugamano, lasciando il corpo supino sul pavimento della camera da letto. Subito ha fatto perdere le proprie tracce, portando via il cellulare, il tablet, monili e una macchina fotografica della vittima (poi ritrovati dai carabinieri nella borsa del salvadoregno). È stata proprio l’assenza dei dispositivi a convincere i carabinieri che c’era qualcosa di strano. Decisiva l’autopsia sul corpo di Izzo, che ha evidenziato lesioni interne nella gola della vittima, confermando l’ipotesi di omicidio.