I carabinieri alla ricerca di elementi utili per chiarire la vicenda La vittima si trovava al volante del suo furgone al momento dell’agguato
I carabinieri alla ricerca di elementi utili per chiarire la vicenda La vittima si trovava al volante del suo furgone al momento dell’agguato

Basiglio (Milano), 26 febbraio 2019 -Erano due facce della stessa medaglia quelle di Giuseppe Giuliano, 64enne freddato con un colpo alla testa e uno tra il collo e la spalla ieri mattina, all’ingresso del cantiere di Cascina Vione, zona di campagna basigliese. Un agguato: chi gli ha sparato due colpi con una pistola di piccolo calibro lo ha seguito, ha aspettato che arrivasse davanti al cancello del cantiere, in via Cascina Vione, si è avvicinato al furgoncino dove era al volante, pronto per andare a dirigere i suoi operai, e lo ha colpito, sparando diversi proiettili. Due sono stati fatali: Giuliano è morto sotto i ferri all’ospedale Humanitas di Rozzano.

A dare l’allarme tre degli operai che avevano iniziato alle 7.30 a lavorare e hanno sentito i colpi fuori dalla ditta. Avevano pensato alle doppiette dei cacciatori. Poi sono usciti a cercare il loro capo e lo hanno trovato in fin di vita. Sull’omicidio indaga il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Milano. Il terreno da sondare non è semplice: Giuliano sembra aver vissuto con una doppia personalità. La prima, è quella di cui parlano i suoi concittadini che apprendono la notizia con sgomento, anche se alcuni alzano le spalle: «Quando decidi di fare quella vita lì, te lo devi aspettare che succeda qualcosa», dice un anziano che passeggia davanti a via Matteotti a Binasco, dove la moglie di Giuliano ha la pescheria del paese, a due passi dal Castello, zona centralissima, dove viveva la coppia con il figlio di otto anni. Un nome chiacchierato in paese, dove chi parla racconta di un personaggio «conosciuto, di quelli che ti salutano solo se vogliono, di quelli che è meglio non fare arrabbiare. Si era trasferito a Binasco negli anni Novanta, aveva tanti giri, tanti impicci», racconta una signora che abita lì vicino. Una parte di Binasco che racconta Giuliano come un ex delinquente che era finito nei guai (con quel precedente per associazione per ricettazione di tabacchi, nel 1995).  Altri che vedono il suo percorso da ex parrucchiere, con un negozio prima a Rozzano e poi a Binasco, a imprenditore edile con commesse importanti, «quantomeno anomalo», mormorano i cittadini.

La seconda faccia è quella che raccontano i fratelli Vedani, famiglia storica di Basiglio, proprietari dei borghi Vione. Sono stati loro a commissionare la ristrutturazione dei lotti della vecchia cascina per farci appartamenti di lusso. I cantieri erano tutti in mano alla Edil Italia di Giuliano: «La sua azienda ha vinto il bando regolarmente - spiegano i fratelli -, era un grande lavoratore, voleva venire in cantiere pure la domenica. Ci teneva al suo lavoro, diceva che doveva dimostrare di essere bravo. E lo era. Siamo choccati». I fratelli non parlano di debiti, conti in sospeso, litigi. Giuliano aveva una personalità forte, ma «nulla avrebbe fatto temere un omicidio - aggiungono i proprietari -, nessun sentore, pagava tutti regolarmente». I carabinieri non tralasciano alcuna pista, neanche quella di uno screzio, una vendetta per futili motivi o dissidi nell’ambito lavorativo e familiare.